2 – Primi materiali da combustione
La Posta in Gioco.
Ostacoli, conflitti, sfide.
Ostacoli, conflitti, sfide.
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2– Primi materiali da combustione
La posta in gioco
Ostacoli, conflitti, sfide: un metodo pratico per idearli
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Ti diamo di nuovo il benvenuto nel Forgiastorie!
È venuto il momento di accendere il fuoco della forgia, con il quale potrai plasmare l’architettura del tuo romanzo!
Ricorda, segui con attenzione le lezioni: il materiale che produrrai sarà oggetto dell’editing con La via del Romanzo, grazie al quale potrai ottenere la tua opera scritta e pronta per essere presentata in casa editrice o in self publishing.
È venuto il momento di accendere il fuoco della forgia, con il quale potrai plasmare l’architettura del tuo romanzo!
Ricorda, segui con attenzione le lezioni: il materiale che produrrai sarà oggetto dell’editing con La via del Romanzo, grazie al quale potrai ottenere la tua opera scritta e pronta per essere presentata in casa editrice o in self publishing.
Ecco i primi materiali per la combustione:
- La posta in gioco
- Ostacoli, conflitti e sfide
Capiremo insieme di cosa si tratta e di come applicarli immediatamente al tuo romanzo.
Indossa i tuoi migliori guanti da fabbro scrittore e cominciamo!
Indossa i tuoi migliori guanti da fabbro scrittore e cominciamo!

Da ricordare – La posta in gioco
La posta in gioco è ciò che il protagonista perderà nel caso in cui dovesse fallire nel raggiungimento dell’obiettivo che hai stabilito per lui nella storia.
È un elemento molto importante per definire la tua storia. Deve essere ben amalgamato con gli altri elementi fondamentali della struttura che abbiamo trovato nella precedente lezione.
Una buona posta in gioco, ben approfondita e studiata, può fornire un grande valore aggiunto, rendere più efficace la tua storia, arrivare a colpire il cuore dell’esperienza umana dei lettori.
Ma come si fa, in pratica, a scegliere questo elemento fondamentale?
Ci sono molte poste in gioco; per semplificare, possono essere suddivise in sette diversi gruppi, ricavati prendendo spunto dalla piramide dei bisogni umani di Maslow.
Di cosa si occupa la piramide? Per Maslow, ciascun individuo tenta di soddisfare i propri bisogni, partendo dalla base della piramide a salire.
Vengono prima i bisogni fisici, poi quelli di relazione con gli altri, infine quelli di realizzazione interiore.
Nessuno di questi è meno importante degli altri: sono solo diversi. Facciamo qualche esempio.
Ma come si fa, in pratica, a scegliere questo elemento fondamentale?
Ci sono molte poste in gioco; per semplificare, possono essere suddivise in sette diversi gruppi, ricavati prendendo spunto dalla piramide dei bisogni umani di Maslow.
Di cosa si occupa la piramide? Per Maslow, ciascun individuo tenta di soddisfare i propri bisogni, partendo dalla base della piramide a salire.
Vengono prima i bisogni fisici, poi quelli di relazione con gli altri, infine quelli di realizzazione interiore.
Nessuno di questi è meno importante degli altri: sono solo diversi. Facciamo qualche esempio.
L’elenco parte dalla base della piramide di Maslow e procede salendo fino alla cima.
Bisogni basilari: cibo, acqua, aria, la libertà (nel caso di prigionia o schiavitù), in generale la difesa della propria sopravvivenza.
Sicurezza: avere un luogo sicuro in cui vivere, un modo per sostentarsi, non essere in pericolo costante.
Appartenenza: amore, famiglia, amicizia, un gruppo con forti legami (ad esempio fare parte della stessa classe, di una squadra sportiva, di un plotone dell’esercito).
Bisogni basilari: cibo, acqua, aria, la libertà (nel caso di prigionia o schiavitù), in generale la difesa della propria sopravvivenza.
Sicurezza: avere un luogo sicuro in cui vivere, un modo per sostentarsi, non essere in pericolo costante.
Appartenenza: amore, famiglia, amicizia, un gruppo con forti legami (ad esempio fare parte della stessa classe, di una squadra sportiva, di un plotone dell’esercito).
Rispetto: fiducia in noi stessi, la stima degli altri.
Autorealizzazione: vivere appieno la vita, facendo ciò per cui siamo nati, ma anche chi segue un codice di comportamento rigido. Comprende anche la Conoscenza (scoprire luoghi, teorie, trovare la verità) e la Realizzazione Spirituale (senso di equilibrio e pace con il mondo, realizzazione religiosa, senso della vita).
La Posta in Gioco per cui il tuo protagonista lotterà rientrerà in uno di questi cinque gruppi.
Autorealizzazione: vivere appieno la vita, facendo ciò per cui siamo nati, ma anche chi segue un codice di comportamento rigido. Comprende anche la Conoscenza (scoprire luoghi, teorie, trovare la verità) e la Realizzazione Spirituale (senso di equilibrio e pace con il mondo, realizzazione religiosa, senso della vita).
La Posta in Gioco per cui il tuo protagonista lotterà rientrerà in uno di questi cinque gruppi.
È di fondamentale importanza che questa posta in gioco sia armonizzata con gli altri elementi che hai trovato nella scorsa lezione: obiettivo contenuto nel plot e difetto fatale.
Il modo migliore per capire questo concetto è fare degli esempi.
Riprendiamo i due precedenti e analizziamoli.
Il modo migliore per capire questo concetto è fare degli esempi.
Riprendiamo i due precedenti e analizziamoli.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Ritrovare la figlia scomparsa dopo un incendio in uno chalet.
Difetto fatale della protagonista:
Broker arrivista, egoista e indifferente.
Ambientazione:
Milano e Vion, una località di villeggiatura misteriosa e innevata.
Posta in gioco:
Gruppo di appartenenza nella piramide di Maslow: Appartenenza (famiglia):
La protagonista rischia di perdere sua figlia per sempre.
Noti anche tu come tutti gli elementi concorrono a creare un’unica armonia? La posta in gioco è armonica e ben inserita all’interno della struttura generale dell’opera.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Il giovane protagonista vuole diventare un grande attore.
Difetto fatale della protagonista:
E’ insicuro.
Ambientazione:
Un collegio molto rigido e conservatore.
Posta in gioco:
Gruppo di appartenenza nella piramide di Maslow: Autorealizzazione (fare ciò per cui si è nati).
Il protagonista rischia di essere infelice per il resto della sua vita.
Ecco cosa rischia il protagonista se non dovesse raggiungere il suo obiettivo, anche in questo caso in totale accordo con tutti gli altri elementi.
Prima di pensare alla posta in gioco del tuo romanzo, vorremmo darti un prezioso suggerimento. Vediamo le poste in gioco ottenute nei precedenti esempi:
La protagonista rischia di perdere sua figlia per sempre.
Il protagonista rischia di essere infelice per il resto della sua vita.
Il protagonista rischia di essere infelice per il resto della sua vita.
Noti niente?
Entrambe sono drammatizzate, cioè portate alle estreme conseguenze.
Cosa vuol dire? Significa che la posta in gioco deve rappresentare qualcosa di assoluto e vitale per il protagonista; fallire e non conquistarla (cioè lasciare che venga sconfitto dal suo difetto fatale) porterebbe a risultati tragici nella sua vita: non si tratta di un semplice dolore e una perdita qualsiasi ma di qualcosa che devasterebbe la sua vita, in molte storie anche l’intero mondo.
Entrambe sono drammatizzate, cioè portate alle estreme conseguenze.
Cosa vuol dire? Significa che la posta in gioco deve rappresentare qualcosa di assoluto e vitale per il protagonista; fallire e non conquistarla (cioè lasciare che venga sconfitto dal suo difetto fatale) porterebbe a risultati tragici nella sua vita: non si tratta di un semplice dolore e una perdita qualsiasi ma di qualcosa che devasterebbe la sua vita, in molte storie anche l’intero mondo.
Fai in modo che la tua posta in gioco sia vitale per il protagonista e che la sua conquista o perdita sia assoluta in termini di conseguenze per la sua stessa esistenza e aggiungerai una calamita per il lettore all’interno della tua opera!
In quest’ottica, inizia a pensare al lettore ideale della storia che pensi di scrivere e a calibrare la posta in gioco di conseguenza: in una storia per bambini, una posta in gioco drammatica potrebbe anche essere il rischio di non ottenere un gelato per merenda, grazie al quale il piccolo protagonista potrebbe entrare a far parte dell’esclusivo baby club “Ice Cream Merenda”.
In quest’ottica, inizia a pensare al lettore ideale della storia che pensi di scrivere e a calibrare la posta in gioco di conseguenza: in una storia per bambini, una posta in gioco drammatica potrebbe anche essere il rischio di non ottenere un gelato per merenda, grazie al quale il piccolo protagonista potrebbe entrare a far parte dell’esclusivo baby club “Ice Cream Merenda”.
Ora prova tu.
Esercizio 2.1
Ti chiediamo ora di scaricare l’esercizio 2.1, in modo che la posta in gioco della tua storia sia delineata.
Prendi spunto da ciò che hai ottenuto dalla precedente lezione e armonizzala con tutti gli elementi.
Se senti di avere delle difficoltà, torna indietro nel video o nel testo e fermalo in corrispondenza della piramide dei bisogni di Maslow: potrebbe darsi che la tua posta in gioco appartenga a quei gruppi.
Prendi spunto da ciò che hai ottenuto dalla precedente lezione e armonizzala con tutti gli elementi.
Se senti di avere delle difficoltà, torna indietro nel video o nel testo e fermalo in corrispondenza della piramide dei bisogni di Maslow: potrebbe darsi che la tua posta in gioco appartenga a quei gruppi.
Se ancora dovessi avere dei dubbi, ti ricordiamo che puoi prenotare una consulenza tramite il link presente nella pagina: gli editor della Via del Romanzo sono sempre a disposizione per aiutarti e fare in modo che tutto combaci alla perfezione.
Quando avrai ottenuto un risultato che ti soddisfa, vai pure avanti con la lezione.
In generale, ricorda che per procedere avrai bisogno di completare gli esercizi quando te li proponiamo, perché ciò che segue richiede che tu abbia elaborato tutti i punti precedenti.
Quando avrai ottenuto un risultato che ti soddisfa, vai pure avanti con la lezione.
In generale, ricorda che per procedere avrai bisogno di completare gli esercizi quando te li proponiamo, perché ciò che segue richiede che tu abbia elaborato tutti i punti precedenti.
Ostacoli, conflitti, sfide: un metodo pratico per crearli
Hai ottenuto la posta in gioco drammatizzata che ti convince?
Molto bene. Ora facciamo un ulteriore passo avanti. Ti presentiamo una piccola “formula” che ti sarà d’aiuto a creare i conflitti della tua storia e le sfide che i tuoi protagonisti dovranno affrontare.
Partiamo dal chiarire il significato di “conflitto” in una storia.
Molto bene. Ora facciamo un ulteriore passo avanti. Ti presentiamo una piccola “formula” che ti sarà d’aiuto a creare i conflitti della tua storia e le sfide che i tuoi protagonisti dovranno affrontare.
Partiamo dal chiarire il significato di “conflitto” in una storia.

Da ricordare – I conflitti
I conflitti della tua storia sono le difficoltà che il protagonista dovrà affrontare per superare degli ostacoli che si frappongono tra lui e la conquista della posta in gioco drammatizzata.
Possono essere di due tipi:
Possono essere di due tipi:
- Conflitto esterno: scontro tra il carattere del personaggio (o le sue intenzioni) e il mondo che lo circonda (compreso un altro personaggio).
- Conflitto interno: lo scontro interiore (per esempio la lotta interna tra il difetto fatale e il nuovo modo di essere che si fa strada nel protagonista).
Non esiste una storia senza conflitti; questi devono essere abbastanza drammatizzati da dare l’impulso di continuità alla storia.
La posta in gioco che hai appena trovato è l’ingrediente principale che drammatizza il conflitto principale della storia.
La posta in gioco che hai appena trovato è l’ingrediente principale che drammatizza il conflitto principale della storia.
I conflitti sono davvero necessari in una storia?
Rispondiamo con una risposta concisa ma fondamentale: i conflitti sono il vero motore di ogni storia.
Siediti in una piazza e guardati intorno. Se passano due fidanzati mano nella mano qualcuno gli darà uno sguardo fugace, ma due che discutono animatamente attrarranno loro malgrado un pubblico.
Per il tuo romanzo vuoi uno sguardo fugace o un pubblico?
Detto questo, vediamo nel dettaglio cosa sono.
Rispondiamo con una risposta concisa ma fondamentale: i conflitti sono il vero motore di ogni storia.
Siediti in una piazza e guardati intorno. Se passano due fidanzati mano nella mano qualcuno gli darà uno sguardo fugace, ma due che discutono animatamente attrarranno loro malgrado un pubblico.
Per il tuo romanzo vuoi uno sguardo fugace o un pubblico?
Detto questo, vediamo nel dettaglio cosa sono.
I conflitti possono essere primari (cioè presenti all’interno di tutta la struttura del romanzo e legati al protagonista) oppure secondari.
Questi ultimi sono utili per sottolineare qualche lato caratteriale dei personaggi principali o ambientazioni.
Ricordi quando abbiamo parlato di posta in gioco? Abbiamo accennato che essa non deve rappresentare una perdita “qualunque” (cioè superabile o di poco conto per il protagonista), ma qualcosa di assoluto e vitale. Se dovesse perdere la posta in gioco, la vita del protagonista ne uscirebbe devastata (e in molti casi anche il resto del mondo narrativo).
Ebbene, questa drammatizzazione influenzerà anche il conflitto principale della tua storia.
I conti cominciano a tornare, la materia prima inizia ad accendere il fuoco della forgia!
Questi ultimi sono utili per sottolineare qualche lato caratteriale dei personaggi principali o ambientazioni.
Ricordi quando abbiamo parlato di posta in gioco? Abbiamo accennato che essa non deve rappresentare una perdita “qualunque” (cioè superabile o di poco conto per il protagonista), ma qualcosa di assoluto e vitale. Se dovesse perdere la posta in gioco, la vita del protagonista ne uscirebbe devastata (e in molti casi anche il resto del mondo narrativo).
Ebbene, questa drammatizzazione influenzerà anche il conflitto principale della tua storia.
I conti cominciano a tornare, la materia prima inizia ad accendere il fuoco della forgia!
Sì, ma come posso creare i conflitti della mia storia? Proviamo a dare un’occhiata a questo piccolo “schema”:


Come sempre accadrà in questo corso, proviamo ad applicare questo nuovo concetto, la creazione dei conflitti attraverso lo schema appena presentato, attraverso degli esempi, per poi passare all’applicazione diretta sul tuo romanzo.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Ritrovare la figlia scomparsa dopo un incendio in uno chalet.
Difetto fatale della protagonista:
Broker arrivista, egoista e indifferente.
Ambientazione:
Milano e Vion, una località di villeggiatura misteriosa e innevata.
Posta in gioco:
La protagonista rischia di perdere sua figlia per sempre.
Cominciamo a mettere in pratica il primo step.


Esempio:
La protagonista per ritrovare la figlia scomparsa (obiettivo del plot) e non perderla per sempre (posta in gioco drammatizzata) dovrà affrontare degli ostacoli:
La protagonista per ritrovare la figlia scomparsa (obiettivo del plot) e non perderla per sempre (posta in gioco drammatizzata) dovrà affrontare degli ostacoli:
- accettare di lasciare da parte la sua vita ricca e agiata
- partire alla volta di una località che non conosce per cercare la figlia
- in questa località non essere accettata dalla comunità autoctona
- incassare il rifiuto della polizia di collaborare in una ricerca apparentemente inutile
- essere lasciata da sola anche dai sopravvissuti (serie di sfide)
Passiamo al secondo step: prendiamo qualche ostacolo trovato in precedenza e trasformiamolo in conflitto interno o esterno.



Ostacolo 1: accettare di lasciare da parte la sua vita ricca e agiata.
Mettiamoci nei panni della protagonista: questa broker è stata da sempre alla ricerca di ricchezza e agiatezza, per lunghi anni, come obiettivo della sua vita precedente all’avventura (parleremo presto di cosa sia e come va gestita la backstory di un romanzo).
- Quanto sarà difficile per lei lasciarsi alle spalle tutto ciò che ha conquistato nel corso della vita?
- Quali saranno le resistenze interne che dovrà affrontare?
- Quanto dolore le procurerà rendersi conto che tutto ciò che ha non le servirà per ritrovare l’unica cosa che conta veramente (sua figlia)?
- Il suo difetto fatale (arrivista, egoista e indifferente) sarà sempre presente, cercherà di portarla in una strada senza uscita: non si compra il ritrovamento di una figlia e nemmeno il suo affetto.
Sono tutti conflitti interni.
Ostacolo 2: incassare il rifiuto della polizia di collaborare, l’atteggiamento di chiusura degli autoctoni, il comportamento sospetto dei sopravvissuti all’incendio.
La protagonista, messa già alla prova da tutti i conflitti interni che abbiamo analizzato in precedenza, capirà presto che non basta lasciare indietro la sua vecchia vita; all’interno della sua nuova realtà, nessuno sarà disposto ad aiutarla.
- Come affronterà il senso di solitudine che tutti questi rifiuti esterni le procureranno? (conflitto interno)
- Come farà a convincere la polizia ad aiutarla? (conflitto esterno)
- Come farà a trovare informazioni essenziali che solo gli abitanti del luogo possono fornirle e quindi superare il loro atteggiamento di sospetto? (conflitto esterno)
- Come conquistare la fiducia dei sopravvissuti per capire cosa nascondono? (conflitto esterno).
Ti torna tutto?
Dalla posta in gioco drammatizzata abbiamo intuito gli ostacoli che la protagonista dovrà affrontare; da questi, abbiamo ottenuto i conflitti principali che saranno presenti nella storia.
Dalla posta in gioco drammatizzata abbiamo intuito gli ostacoli che la protagonista dovrà affrontare; da questi, abbiamo ottenuto i conflitti principali che saranno presenti nella storia.
Non è tutto: passiamo all’ultimo step del nostro schema:


Non sarà semplice per la protagonista gestire il suo difetto fatale e i conflitti che incontra; è palese, ma non basta.
Per poter risolvere i conflitti, dovrà affrontare una serie di sfide che è necessario superare per poter avvicinarsi alla figlia.
Per esempio: la bambina potrebbe essere dappertutto! Dove cominciare a cercarla?
Forse la cosa migliore è affidarsi a coloro che hanno condotto le indagini sull’incendio per poter ottenere utili informazioni, ma queste persone non collaborano.
Per poter risolvere i conflitti, dovrà affrontare una serie di sfide che è necessario superare per poter avvicinarsi alla figlia.
Per esempio: la bambina potrebbe essere dappertutto! Dove cominciare a cercarla?
Forse la cosa migliore è affidarsi a coloro che hanno condotto le indagini sull’incendio per poter ottenere utili informazioni, ma queste persone non collaborano.
Questa strada sembra non praticabile: è forse il caso di condurre un’indagine personale allo scopo di provare a convincere l’esterno a darle una mano.
La sfida si complica: una mamma non è una detective, eppure le tocca fare quel lavoro. Come si conduce un’indagine?
Si potrebbe, per esempio, interrogare gli adulti sopravvissuti all’incendio: anche questi, però, sembrano restii a dare informazioni; sembra che vogliano nascondere qualcosa.
Sì, ma che cosa? E via andare.
Come puoi vedere, le sfide sono generate dall’armonia dei precedenti punti e delineano la lotta per raggiungere l’obiettivo: ecco come le sfide delineano un primo abbozzo della trama.
La sfida si complica: una mamma non è una detective, eppure le tocca fare quel lavoro. Come si conduce un’indagine?
Si potrebbe, per esempio, interrogare gli adulti sopravvissuti all’incendio: anche questi, però, sembrano restii a dare informazioni; sembra che vogliano nascondere qualcosa.
Sì, ma che cosa? E via andare.
Come puoi vedere, le sfide sono generate dall’armonia dei precedenti punti e delineano la lotta per raggiungere l’obiettivo: ecco come le sfide delineano un primo abbozzo della trama.
A proposito di sfide, nota anche questo particolare: non sono progettate “a caso”, ma sono una la conseguenza dell’altra, e aumentano il loro coefficiente di difficoltà man mano che si procede nell’abbozzo di trama.
Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che la storia segue una sua logicità.
La protagonista cerca soluzioni per risolvere i problemi posti dalle sfide ragionando e agendo in maniera chiara, come conseguenza del risultato della sfida precedente.
Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che la storia segue una sua logicità.
La protagonista cerca soluzioni per risolvere i problemi posti dalle sfide ragionando e agendo in maniera chiara, come conseguenza del risultato della sfida precedente.
Esempio: i detective non mi aiutano nella ricerca e mi trattano come una pazza?
La conseguenza è che dovrò assurgere al ruolo di detective, e questo mi causerà altre sfide date dalla mia inesperienza.
Come puoi vedere, le sfide sono logiche e consequenziali e il livello di difficoltà aumenta man mano che la protagonista procede alla ricerca di possibili soluzioni (senza contare le difficoltà interne del suo difetto fatale).
La conseguenza è che dovrò assurgere al ruolo di detective, e questo mi causerà altre sfide date dalla mia inesperienza.
Come puoi vedere, le sfide sono logiche e consequenziali e il livello di difficoltà aumenta man mano che la protagonista procede alla ricerca di possibili soluzioni (senza contare le difficoltà interne del suo difetto fatale).
Vogliamo sottolineare anche un altro concetto fondamentale: il fatto che le sfide siano logiche e consequenziali è una buona norma che può essere adattata a qualsiasi circostanza, compreso l’assurdo.
Prendiamo come esempio il romanzo “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams.
Prendiamo come esempio il romanzo “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams.
Una compagnia di demolizioni sta per distruggere la casa del protagonista Arthur Dent, abitudinario e pantofolaio, pronto a darsi per vinto alle prime difficoltà. Il motivo è che l’appartamento è in mezzo alla costruzione di un’autostrada.
Questo però non è che l’inizio: tutta la Terra, nello stesso giorno, sta per essere demolita per lo stesso motivo (passaggio di un’autostrada spaziale) da una flotta di astronavi Vogon.
Arthur sta per morire, ma viene salvato da un suo vecchio amico che riesce a vincere una delle “sfide” del romanzo: ottiene un passaggio facendo “autostop spaziale” proprio a una delle navi demolitrici.
Per quanto assurda (e divertente) possa apparire questa soluzione, essa è logica nella realtà narrativa entro il quale si svolge la storia: una realtà assurda, ma nella sua assurdità rimane pur sempre logica.
Questo però non è che l’inizio: tutta la Terra, nello stesso giorno, sta per essere demolita per lo stesso motivo (passaggio di un’autostrada spaziale) da una flotta di astronavi Vogon.
Arthur sta per morire, ma viene salvato da un suo vecchio amico che riesce a vincere una delle “sfide” del romanzo: ottiene un passaggio facendo “autostop spaziale” proprio a una delle navi demolitrici.
Per quanto assurda (e divertente) possa apparire questa soluzione, essa è logica nella realtà narrativa entro il quale si svolge la storia: una realtà assurda, ma nella sua assurdità rimane pur sempre logica.
Torniamo alla seconda storia che stavamo analizzando, “L’attimo fuggente”.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Il giovane protagonista vuole diventare un grande attore.
Difetto fatale della protagonista:
E’ insicuro.
Ambientazione:
Un collegio molto rigido e conservatore.
Posta in gioco:
Il protagonista rischia di essere infelice per il resto della sua vita.
Primo step: per non essere infelice per sempre il protagonista dovrà affrontare degli ostacoli.
Esempio: la sua insicurezza causa timore verso l’autorità (padre e collegio); questi cercano di imprigionare la sua creatività e imbrigliare la sua vita su binari non desiderati.
Forse la fuga potrebbe essere la soluzione, ma il timore per le conseguenze è troppo.
Cerca una valvola di sfogo in incontri notturni con amici che condividono la passione per la letteratura e la poesia, ma questo presto non basta più: per recitare dovrà trovare il coraggio di aggregarsi a una compagnia teatrale.
Esempio: la sua insicurezza causa timore verso l’autorità (padre e collegio); questi cercano di imprigionare la sua creatività e imbrigliare la sua vita su binari non desiderati.
Forse la fuga potrebbe essere la soluzione, ma il timore per le conseguenze è troppo.
Cerca una valvola di sfogo in incontri notturni con amici che condividono la passione per la letteratura e la poesia, ma questo presto non basta più: per recitare dovrà trovare il coraggio di aggregarsi a una compagnia teatrale.
Anche qui, possiamo intuire i conflitti:
- la sua insicurezza causa timore verso l’autorità: conflitto interno
- l’autorità cerca di imprigionare la sua creatività e imbrigliare la sua vita: conflitto esterno
- paura delle conseguenze di una fuga: conflitto interno
- trovare il coraggio di aggregarsi a una compagnia: conflitto interno
E le sfide?
Il suo timore verso l’autorità porterà il protagonista a scappatelle notturne insieme a compagni amanti della poesia come lui.
Questo potrà causargli stanchezza, meno concentrazione nel rendimento scolastico, mettendo così in allarme l’autorità, che non deve scoprirlo.
Dovrà riuscire a mantenere nascoste le fughe, proteggendo anche i suoi compagni; inoltre ci saranno anche difficoltà, nella sua situazione, a trovare una compagnia di teatro, frequentarla per mettere in scena lo spettacolo con il quale mostrerà al mondo il suo talento.
Il suo timore verso l’autorità porterà il protagonista a scappatelle notturne insieme a compagni amanti della poesia come lui.
Questo potrà causargli stanchezza, meno concentrazione nel rendimento scolastico, mettendo così in allarme l’autorità, che non deve scoprirlo.
Dovrà riuscire a mantenere nascoste le fughe, proteggendo anche i suoi compagni; inoltre ci saranno anche difficoltà, nella sua situazione, a trovare una compagnia di teatro, frequentarla per mettere in scena lo spettacolo con il quale mostrerà al mondo il suo talento.
Ora prova tu.
Esercizio 2.2
Seguendo lo schema che ti abbiamo proposto e partendo da obiettivo, difetto fatale e posta in gioco drammatizzata, delinea i seguenti punti della tua storia:
– Ostacoli
– Conflitti
– Sfide
Cerca di ottenere un risultato che ti soddisfa, ma non esitare se senti che c’è ancora molto da capire sulla tua storia: è normale. Puoi scaricare l’esercizio qui sotto.
Quando il risultato ti sembra soddisfacente, prova a scrivere qualche riga di trama partendo proprio dalle sfide ottenute, senza dilungarti eccessivamente.
– Ostacoli
– Conflitti
– Sfide
Cerca di ottenere un risultato che ti soddisfa, ma non esitare se senti che c’è ancora molto da capire sulla tua storia: è normale. Puoi scaricare l’esercizio qui sotto.
Quando il risultato ti sembra soddisfacente, prova a scrivere qualche riga di trama partendo proprio dalle sfide ottenute, senza dilungarti eccessivamente.
Ricorda che per procedere con il Forgiastorie avrai bisogno di aver completato tutti gli esercizi proposti finora.
L’editing della Via del Romanzo attende i lavori con un’alta soglia di qualità alla fine del Forgiastorie: prenotare una consulenza con i nostri editor significa essere certi che le colonne portanti e generative della tua storia siano in ordine.
Se hai qualche dubbio sul risultato degli esercizi, ti invitiamo a spedirci il materiale che hai prodotto tramite il link “Prenota una consulenza”. Ti risponderemo con una e-mail quanto prima per organizzare una videocall.
Quando avrai ottenuto un risultato che ti soddisfa, vai pure avanti.
A presto!
L’editing della Via del Romanzo attende i lavori con un’alta soglia di qualità alla fine del Forgiastorie: prenotare una consulenza con i nostri editor significa essere certi che le colonne portanti e generative della tua storia siano in ordine.
Se hai qualche dubbio sul risultato degli esercizi, ti invitiamo a spedirci il materiale che hai prodotto tramite il link “Prenota una consulenza”. Ti risponderemo con una e-mail quanto prima per organizzare una videocall.
Quando avrai ottenuto un risultato che ti soddisfa, vai pure avanti.
A presto!
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