10 – Raffreddamento
Tema e premessa, come si compone un capitolo.
I taccuini narratologici della Via del Romanzo.
Una sorpresa finale, commiato
I taccuini narratologici della Via del Romanzo.
Una sorpresa finale, commiato
Scorri le slide della lezione ->

10– Raffreddamento
Tema e premessa
Come si compone un capitolo
I taccuini narratologici della Via del Romanzo
Una sorpresa finale e commiato
Scorri le slide ->
Ti diamo il benvenuto nell’ultima parte del Forgiastorie.
Prima di addentrarci al suo interno, sappi che abbiamo una sorpresa per te: segui il Forgiastorie fino alla fine per venirne a conoscenza.
Tra poco trasporteremo le scene che hai creato in una scaletta di capitoli.
Prima di procedere, però, rispondiamo a una domanda fondamentale:
Prima di addentrarci al suo interno, sappi che abbiamo una sorpresa per te: segui il Forgiastorie fino alla fine per venirne a conoscenza.
Tra poco trasporteremo le scene che hai creato in una scaletta di capitoli.
Prima di procedere, però, rispondiamo a una domanda fondamentale:
Di cosa parla il tuo romanzo?
Il tema e la premessa
Di cosa parla il tuo romanzo? (O anche: qual è l’argomento centrale?)

Da ricordare – Il tema
Il tema è una singola parola, l’argomento centrale della storia.
Risponde alla domanda: di cosa parla il tuo romanzo?
Risponde alla domanda: di cosa parla il tuo romanzo?
Al solito, facciamo qualche esempio.
Partiamo da un grande classico?
Il Conte di Montecristo di Dumas. È la storia di un uomo che subisce un’ingiusta detenzione causata dalle bugie di un amante invidioso, un giudice senza scrupoli, un ubriacone approfittatore e altri personaggi. Riesce a scappare e a trovare un tesoro. Diventa molto ricco e si vendica dei suoi aguzzini.
Quale potrebbe essere il tema? La vendetta!
Partiamo da un grande classico?
Il Conte di Montecristo di Dumas. È la storia di un uomo che subisce un’ingiusta detenzione causata dalle bugie di un amante invidioso, un giudice senza scrupoli, un ubriacone approfittatore e altri personaggi. Riesce a scappare e a trovare un tesoro. Diventa molto ricco e si vendica dei suoi aguzzini.
Quale potrebbe essere il tema? La vendetta!
Passiamo a un romanzo moderno di grande successo: il distopico Hunger Games di Suzanne Collins.
Katniss è sorteggiata per partecipare a giochi omicidi attraverso i quali Capitol City ogni anno ribadisce ai cittadini il suo potere sugli altri distretti. Riesce a uscirne viva insieme al suo migliore amico, cosa mai successa: è previsto che solo un partecipante sopravviva.
Quale potrebbe essere il tema? La ribellione!
Katniss è sorteggiata per partecipare a giochi omicidi attraverso i quali Capitol City ogni anno ribadisce ai cittadini il suo potere sugli altri distretti. Riesce a uscirne viva insieme al suo migliore amico, cosa mai successa: è previsto che solo un partecipante sopravviva.
Quale potrebbe essere il tema? La ribellione!
Ecco alcuni suggerimenti che ci aiuteranno a estrapolare il tema del tuo romanzo dall’intero contesto che vive nella tua immaginazione:
- il tema non spiega nulla della tua storia: è il suo argomento;
- non esiste il concetto di originalità sul tema: sono quasi sempre gli stessi. L’originalità sta nello svolgimento, non nell’argomento
- il tema è immortale e non ha età: di certo fra duecento anni i temi principali dell’esperienza umana universale saranno sempre invariati
- non etichettarlo con un genere: una storia horror o sci-fi può avere l’amore come tema
Ora ti chiediamo questo: se ti è venuto subito in mente l’argomento del tuo romanzo, scrivilo su un foglio prima di proseguire.
Se non dovesse venirti in mente subito, non preoccuparti: la cosa fondamentale è che questa domanda giri nella tua mente ogni volta che pensi al tuo romanzo, fino a trovare una risposta. Potresti trovarla anche nel momento dell’architettura dei capitoli, cioè alla fine del Forgiastorie, o durante la stesura.
Te la poniamo qui, perché prima ci arrivi, prima avrai la sensazione che il tuo scritto poggi su una base molto più solida di prima.
Che tu ce l’abbia o no, è importante anche la prossima domanda che ti proponiamo:
Se non dovesse venirti in mente subito, non preoccuparti: la cosa fondamentale è che questa domanda giri nella tua mente ogni volta che pensi al tuo romanzo, fino a trovare una risposta. Potresti trovarla anche nel momento dell’architettura dei capitoli, cioè alla fine del Forgiastorie, o durante la stesura.
Te la poniamo qui, perché prima ci arrivi, prima avrai la sensazione che il tuo scritto poggi su una base molto più solida di prima.
Che tu ce l’abbia o no, è importante anche la prossima domanda che ti proponiamo:
Cosa vuoi dimostrare con il tuo romanzo?

Da ricordare – La premessa
La premessa è l’intento retorico contenuto nell’intero arco della tua storia.
Risponde alla domanda: che cosa vuoi dimostrare con il tuo romanzo?
Risponde alla domanda: che cosa vuoi dimostrare con il tuo romanzo?
Approfondiamo un attimo il concetto per essere più chiari.
Si tratta di una frase, non più una sola parola, ma la tesi che vuoi dimostrare all’interno del tuo romanzo attraverso l’esperienza del protagonista. Questa frase la chiameremo “premessa”.
Come si scrive una buona premessa? Ecco l’operazione “matematica” per ottenerla:
Tema + Transizione + Esito.
Facciamo un esempio.
Come si scrive una buona premessa? Ecco l’operazione “matematica” per ottenerla:
Tema + Transizione + Esito.
Facciamo un esempio.
Prendiamo un tema (tu ovviamente prenderai il tuo, se l’hai trovato o quando lo troverai): il tradimento. Abbiamo il primo addendo.
Ora studiamo l’esito: la morte.
La transizione diventa implicita tra i due addendi: Tradimento + X (transizione) + Morte
Ecco la premessa: Il tradimento (tema) porta alla (transizione) morte (esito).
Il tradimento porta alla morte.
Ti ricorda qualcosa? Si tratta della premessa di un grande classico: Anna Karenina di Tolstoj.
Ora studiamo l’esito: la morte.
La transizione diventa implicita tra i due addendi: Tradimento + X (transizione) + Morte
Ecco la premessa: Il tradimento (tema) porta alla (transizione) morte (esito).
Il tradimento porta alla morte.
Ti ricorda qualcosa? Si tratta della premessa di un grande classico: Anna Karenina di Tolstoj.
Una premessa non è una verità assoluta nella realtà di tutti i giorni: lo è solo per il mondo narrativo che stiamo andando a creare.
In linea generale, nella realtà il tradimento non porta alla morte, ma a una serie di probabili altre conseguenze molto meno drammatiche.
La premessa non deve essere vera in assoluto, deve essere dimostrata nel romanzo.
Può essere addirittura orribile.
Vediamo qualche esempio:
Romeo e Giulietta di Shakespeare? Il vero amore conduce alla morte.
Il padrino? La fedeltà verso la propria famiglia porta ad essere mafiosi e criminali.
Il corvo? La violenza genera vendetta.
In linea generale, nella realtà il tradimento non porta alla morte, ma a una serie di probabili altre conseguenze molto meno drammatiche.
La premessa non deve essere vera in assoluto, deve essere dimostrata nel romanzo.
Può essere addirittura orribile.
Vediamo qualche esempio:
Romeo e Giulietta di Shakespeare? Il vero amore conduce alla morte.
Il padrino? La fedeltà verso la propria famiglia porta ad essere mafiosi e criminali.
Il corvo? La violenza genera vendetta.
Analizziamo anche queste altre caratteristiche della premessa:
- Come per difetto fatale, posta in gioco e tutti gli altri elementi che compongono la tua trama, la premessa deve essere drammatizzata, ovvero ciò che vuoi dimostrare deve portare alle estreme conseguenze. Non esistono “vie mediane”, anche se vuoi scrivere un libro comico o “leggero”. Il messaggio che porta la tua opera deve essere importante, vivido, sentito da chi ti leggerà
Perché?
Perché altrimenti rischi che il tuo romanzo produca il famoso effetto “embè?”
Si tratta di questo: quando il lettore avrà terminato di leggere la tua opera, senza una premessa forte, chiara e carica di esperienza umana universale, sentirà (consciamente o inconsciamente) una specie di vuoto: manca il messaggio. Perché è accaduto tutto questo al protagonista? Che cosa voleva dirmi l’autore?
Secondo te leggerà volentieri il tuo prossimo romanzo?
Perché altrimenti rischi che il tuo romanzo produca il famoso effetto “embè?”
Si tratta di questo: quando il lettore avrà terminato di leggere la tua opera, senza una premessa forte, chiara e carica di esperienza umana universale, sentirà (consciamente o inconsciamente) una specie di vuoto: manca il messaggio. Perché è accaduto tutto questo al protagonista? Che cosa voleva dirmi l’autore?
Secondo te leggerà volentieri il tuo prossimo romanzo?
- Anche tema e premessa devono essere armonizzate al resto della tua opera, come tutti gli elementi che hai trovato finora
L’arte porta sempre dentro di sé un messaggio. È il suo scopo, essa vive e lavora dentro l’artista per tentare di dare una risposta alle grandi incognite della vita.
Pur essendo bistrattato da sempre, il messaggio dell’arte è nutrimento per l’essere umano ed è fondamentale per la sua sopravvivenza. Come scrive McKee nel suo saggio “Story”:
“L’uomo ha una continua fame di storie, e così sarà per sempre.”
Pur essendo bistrattato da sempre, il messaggio dell’arte è nutrimento per l’essere umano ed è fondamentale per la sua sopravvivenza. Come scrive McKee nel suo saggio “Story”:
“L’uomo ha una continua fame di storie, e così sarà per sempre.”
Il motivo è proprio questo: la fame di storie è la fame di risposte sul significato della vita e dei suoi avvenimenti che ci portiamo dentro.
Si tratta di una fame insaziabile: le storie continueranno a esistere fino a che l’uomo esisterà.
D’ora in poi, il tuo compito sarà quello di cercare e trovare il messaggio che la tua opera dovrà trasferire nella mente del lettore.
Solo in questo modo, troverà posto nel cuore di molte persone.
Si tratta di una fame insaziabile: le storie continueranno a esistere fino a che l’uomo esisterà.
D’ora in poi, il tuo compito sarà quello di cercare e trovare il messaggio che la tua opera dovrà trasferire nella mente del lettore.
Solo in questo modo, troverà posto nel cuore di molte persone.
Non possiamo sapere se hai già risposto a queste domande, e quindi agito nella tua storia in modo che il protagonista nel finale dimostri la premessa (senza spiattellarla in faccia al lettore come “morale della favola”) oppure no.
Se non l’hai ancora fatto, ti invitiamo a una lettura approfondita delle scene della tua storia.
Poniti questa domanda:
Com’è all’inizio il/i protagonista/i? DEVE esserci un cambiamento radicale, ed è forse proprio in questo cambiamento che è “nascosta” la risposta a queste domande.
Se non l’hai ancora fatto, ti invitiamo a una lettura approfondita delle scene della tua storia.
Poniti questa domanda:
Com’è all’inizio il/i protagonista/i? DEVE esserci un cambiamento radicale, ed è forse proprio in questo cambiamento che è “nascosta” la risposta a queste domande.
Se stai scrivendo un romance, questo lavoro è “facilitato”: esiste una sola premessa in questo genere ed è “l’amore vince su tutto”, dove con “tutto” si intende la tematica del tuo racconto (una crisi familiare, una guerra, una malattia, la prigionia, la morte ecc.).
In tutti gli altri generi, invece, tema e premessa possono essere varie.
Ti suggeriamo uno sforzo di analisi nella ricerca di questa risposta.
Dimostrare una tesi all’interno del tuo testo evita il famoso effetto “embè?” alla fine della lettura. Senza premessa, il romanzo potrebbe apparire come un bel contenitore, ma vuoto.
Sta a te riempirlo con il significato che desideri trasmettere al lettore, il messaggio universale all’interno della tua opera.
Dimostrare una tesi all’interno del tuo testo evita il famoso effetto “embè?” alla fine della lettura. Senza premessa, il romanzo potrebbe apparire come un bel contenitore, ma vuoto.
Sta a te riempirlo con il significato che desideri trasmettere al lettore, il messaggio universale all’interno della tua opera.
Quando troverai la risposta, rileggi tutta la tua architettura ed eventualmente apporta le limature finali affinché, alla fine della storia, la premessa venga dimostrata senza bisogno di essere scritta.
Per intenderci, non è necessario far dire (per esempio) che “la ribellione porta alla libertà”. Semplicemente, per dimostrarlo, devi farlo accadere. Sarà compito del lettore, se avrai fatto un buon lavoro, trarre le sue conclusioni quando terminerà la lettura della tua opera.
NB: ti ricordi che nella lezione precedente c’è una sequenza di scene chiamata “la lotta finale”? E che al suo interno abbiamo detto che il momento “Il Nuovo Io” di solito contiene la dimostrazione della premessa? Ecco, quello è un ottimo punto in cui rimarcare la premessa, il momento in cui anche il protagonista capisce il senso di ciò che ha vissuto.
Per intenderci, non è necessario far dire (per esempio) che “la ribellione porta alla libertà”. Semplicemente, per dimostrarlo, devi farlo accadere. Sarà compito del lettore, se avrai fatto un buon lavoro, trarre le sue conclusioni quando terminerà la lettura della tua opera.
NB: ti ricordi che nella lezione precedente c’è una sequenza di scene chiamata “la lotta finale”? E che al suo interno abbiamo detto che il momento “Il Nuovo Io” di solito contiene la dimostrazione della premessa? Ecco, quello è un ottimo punto in cui rimarcare la premessa, il momento in cui anche il protagonista capisce il senso di ciò che ha vissuto.
Ora prova tu.
Esercizio 10.1
Scrivi tema e premessa della tua storia. Pensa al racconto nella sua interezza e rispondi alle domande che ti porteranno a ottenere questi elementi:
- di cosa parla il tuo romanzo?
- cosa intendi dimostrare?
Tieni a mente che non sempre tema e premessa sono “positivi”: potrebbe anche essere che “la guerra è l’unico modo per essere liberi”, per esempio. Tuttavia, ciò che ti consigliamo (soprattutto nelle tue prime opere) è di lavorare con una premessa alla quale credi.
Ricorda la possibilità di prenotare una consulenza, nel caso tu fossi in difficoltà: ottenere una risposta a queste domande è una cosa che potrà facilitarti molto nella stesura del tuo romanzo, quando uno dei nostri editor ti affiancherà nel processo.
Ora che hai tutto ciò che ti serve, arriviamo al grande momento finale: da questa sessione del Forgiastorie uscirai con la strutturazione professionale dei capitoli.
Come ormai sai molto bene, ti diamo la possibilità di scrivere la tua storia in affiancamento con un editor professionista. L’unica cosa che dovrai fare sarà quella di mandarci il risultato di tutto il tuo lavoro: i tre taccuini narratologici che tra poco vedremo.
Partiamo con lo scoprire insieme come si struttura professionalmente un capitolo: che cosa contiene al suo interno? Quali sono le sue caratteristiche?
Come ormai sai molto bene, ti diamo la possibilità di scrivere la tua storia in affiancamento con un editor professionista. L’unica cosa che dovrai fare sarà quella di mandarci il risultato di tutto il tuo lavoro: i tre taccuini narratologici che tra poco vedremo.
Partiamo con lo scoprire insieme come si struttura professionalmente un capitolo: che cosa contiene al suo interno? Quali sono le sue caratteristiche?
Ecco a te alcuni accorgimenti riguardanti la strutturazione dei capitoli:
1) Ogni capitolo, per essere ottimale, contiene da 1 a massimo 3 scene
2) Scegliere un punto di vista e mantienilo fisso per tutta la durata della scena (ideale sarebbe un unico punto di vista nell’intero capitolo, ma non è obbligatorio)
3) È lungo preferibilmente da 10.000 a 15.000 caratteri, spazi inclusi (da 5 a 7 cartelle editoriali. 1 cartella: 1.800 caratteri spazi inclusi)
4) In ogni scena sono presenti dei bisogni e dei microconflitti che devono essere risolti positivamente o negativamente, dando come risultato un nuovo bisogno (o lo stesso principale dell’intera opera)
1) Ogni capitolo, per essere ottimale, contiene da 1 a massimo 3 scene
2) Scegliere un punto di vista e mantienilo fisso per tutta la durata della scena (ideale sarebbe un unico punto di vista nell’intero capitolo, ma non è obbligatorio)
3) È lungo preferibilmente da 10.000 a 15.000 caratteri, spazi inclusi (da 5 a 7 cartelle editoriali. 1 cartella: 1.800 caratteri spazi inclusi)
4) In ogni scena sono presenti dei bisogni e dei microconflitti che devono essere risolti positivamente o negativamente, dando come risultato un nuovo bisogno (o lo stesso principale dell’intera opera)
5) Fai in modo che vi sia un’alternanza di scene fredde/calde
6) Tutto ciò che accade ha attinenza con il tema e la dimostrazione della premessa
Quello che ora dovrai fare è analizzare tutte le scene che hai architettato e organizzarle seguendo gli accorgimenti che abbiamo citato.
Nel materiale scaricabile di questa lezione, troverai i taccuini narratologici che ti aiuteranno in questo lavoro. Analizziamo insieme il contenuto di questo documenti.
Facciamo un esempio sui contenuti di un ipotetico primo capitolo.
6) Tutto ciò che accade ha attinenza con il tema e la dimostrazione della premessa
Quello che ora dovrai fare è analizzare tutte le scene che hai architettato e organizzarle seguendo gli accorgimenti che abbiamo citato.
Nel materiale scaricabile di questa lezione, troverai i taccuini narratologici che ti aiuteranno in questo lavoro. Analizziamo insieme il contenuto di questo documenti.
Facciamo un esempio sui contenuti di un ipotetico primo capitolo.
Capitolo 1
Punto di vista:
Temperatura del capitolo (caldo/freddo):
Scena 1:
Azione:
Ambientazione: qualche riga su dove si svolge e i dettagli ambientali importanti per l’azione (per es., oggetti) che dovrai tenere presente durante la stesura della scena perché servirà metterli nella prosa.
Scena 2 (se presente):
Azione:
Ambientazione:
Scena 3 (se presente): stessa struttura delle scene precedenti
Sintesi del capitolo (2-3 righe)
Temperatura del capitolo (caldo/freddo):
Scena 1:
Azione:
Ambientazione: qualche riga su dove si svolge e i dettagli ambientali importanti per l’azione (per es., oggetti) che dovrai tenere presente durante la stesura della scena perché servirà metterli nella prosa.
Scena 2 (se presente):
Azione:
Ambientazione:
Scena 3 (se presente): stessa struttura delle scene precedenti
Sintesi del capitolo (2-3 righe)
Come abbiamo detto, ogni capitolo potrà contenere da una a tre scene, con un singolo punto di vista. Inoltre, deve contenere i conflitti necessari a renderlo interessante e dettagli d’ambientazione che facciano immaginare al lettore dove gli eventi si verificano.
Questo è ciò che ti chiediamo di architettare utilizzando il materiale che hai già a disposizione.
Di fatto, la tua storia è già scritta: ciò che è necessario ora è “ordinare tutti i pezzi” in modo da renderla ordinata e pronta per essere scritta in affiancamento a uno dei nostri editor. Durante la fase di stesura con noi, proverai la magnifica sensazione di poterti concentrare solo sulla tua scrittura, perché la struttura e gli avvenimenti sono stati già decisi in precedenza e dovrai solo farti trasportare dalla tua penna lungo il foglio o la tastiera del PC.
Questo è ciò che ti chiediamo di architettare utilizzando il materiale che hai già a disposizione.
Di fatto, la tua storia è già scritta: ciò che è necessario ora è “ordinare tutti i pezzi” in modo da renderla ordinata e pronta per essere scritta in affiancamento a uno dei nostri editor. Durante la fase di stesura con noi, proverai la magnifica sensazione di poterti concentrare solo sulla tua scrittura, perché la struttura e gli avvenimenti sono stati già decisi in precedenza e dovrai solo farti trasportare dalla tua penna lungo il foglio o la tastiera del PC.
Per evitare di perdere il filo mano a mano che architetterai i capitoli, nei taccuini troverai un riquadro dove ti sarà possibile ricapitolare in poche righe gli avvenimenti precedenti (sintesi del capitolo).
Questo ti darà la possibilità di riprendere il filo della narrazione semplicemente andando a rileggere poche righe.
All’inizio del documento, per ogni atto, c’è una sintesi degli avvenimenti che abbiamo visto durante l’arco di trasformazione e le sequenze di scene consigliate.
Questo ti darà la possibilità di riprendere il filo della narrazione semplicemente andando a rileggere poche righe.
All’inizio del documento, per ogni atto, c’è una sintesi degli avvenimenti che abbiamo visto durante l’arco di trasformazione e le sequenze di scene consigliate.
Ora prova tu.
Esercizio 10.2
Scarica tutti e tre i taccuini narratologici e completa l’architettura dei capitoli della tua opera (uno per ogni atto, dall’inizio alla fine).
Per aiutarti, utilizza tutto il materiale che hai sviluppato durante il Forgiastorie.
Per aiutarti, utilizza tutto il materiale che hai sviluppato durante il Forgiastorie.
Scarica i taccuini
Commiato e ultima sorpresa
La fucina ora chiude. Hai utilizzato il Forgiastorie per architettare il tuo romanzo in maniera professionale.
Ti ringraziamo per averci seguito fin qui e per aver percorso con noi questo straordinario viaggio alla scoperta della tua storia e della tua creatività.
Ora è venuto il tempo di scrivere la tua opera per poi presentarla a una casa editrice o prepararla per il mercato del self publishing.
Nessuna opera d’arte merita il silenzio, il suo destino è essere condivisa con chi saprà apprezzarla.
Ti ringraziamo per averci seguito fin qui e per aver percorso con noi questo straordinario viaggio alla scoperta della tua storia e della tua creatività.
Ora è venuto il tempo di scrivere la tua opera per poi presentarla a una casa editrice o prepararla per il mercato del self publishing.
Nessuna opera d’arte merita il silenzio, il suo destino è essere condivisa con chi saprà apprezzarla.
Ma c’è una verità di cui nessuno parla e che di rado arriva alle orecchie degli aspiranti scrittori. L’abbiamo già accennata, ma vogliamo riprenderla e spiegarla meglio:
Case editrici e lettori non vogliono solo una bella storia.
Vogliono anche che sia scritta bene.
Una bella storia scritta male non piacerà a nessuno.
Gli editori non la prenderanno in considerazione; in caso di self publishing, i lettori lasceranno un maggior numero di recensioni negative, che renderanno difficile non solo la vendita di quel romanzo, ma anche dei successivi.
Fare in modo che il tuo romanzo esca nella sua migliore forma possibile è l’obiettivo primario della Via del Romanzo e il motivo della sua nascita.
Non è solo un compito, per noi. È la nostra missione.
Ma cosa significa una “storia scritta bene”?
Vuol dire che deve avere un buono stile. Quello di uno scrittore professionista.
Che sia unico, scorrevole e potente.
E quindi, cosa significa “stile”? Tu ne hai già uno tuo?
Per rispondere alla domanda, pensa a questo: che cos’è lo stile?
Se la risposta ti sembra difficile da trovare o troppo vaga, probabilmente non hai uno stile. Hai una mancanza di stile, ed è una cosa normalissima se non hai mai studiato la questione grazie a strumenti specifici o percorsi approfonditi.
Senza queste conoscenze, non potrai far altro che scrivere come ti viene.
Scrivere come ti viene non è avere un “tuo stile”. Significa solo scrivere male o in maniera subottimale.
Vuol dire che deve avere un buono stile. Quello di uno scrittore professionista.
Che sia unico, scorrevole e potente.
E quindi, cosa significa “stile”? Tu ne hai già uno tuo?
Per rispondere alla domanda, pensa a questo: che cos’è lo stile?
Se la risposta ti sembra difficile da trovare o troppo vaga, probabilmente non hai uno stile. Hai una mancanza di stile, ed è una cosa normalissima se non hai mai studiato la questione grazie a strumenti specifici o percorsi approfonditi.
Senza queste conoscenze, non potrai far altro che scrivere come ti viene.
Scrivere come ti viene non è avere un “tuo stile”. Significa solo scrivere male o in maniera subottimale.
Stile, invece, è:
- sapere quali alternative hai a disposizione a seconda del pubblico di riferimento della tua opera
- disporre di un ventaglio di strumenti tecnici specifici, sviluppati con il tempo e la pratica, e sapere di volta in volta quali scegliere per suscitare una precisa risposta emotiva in chi legge
Diffida di chi ti dice il contrario: probabilmente è qualcuno che a sua volta non ha reali conoscenze a riguardo.
La Via del Romanzo ha pensato anche a questo.
Quando è nata, il suo scopo primario è sempre stato aiutare gli autori a tirare fuori il meglio dal loro romanzo e fornire strumenti professionalizzanti.
Per questo, abbiamo collaudato un processo di editing professionale che è unico in Italia: la stesura in affiancamento e incontri in live per spiegarti le modifiche e guidarti nella crescita del tuo stile.
Alla fine, non solo avrai scritto un romanzo emozionante, ma avrai sviluppato uno stile fluido e potente, che aumenterà in maniera esponenziale le probabilità che un editore ti offra di pubblicare il tuo romanzo e che farà raccogliere alla tua opera recensioni entusiaste.
Quando è nata, il suo scopo primario è sempre stato aiutare gli autori a tirare fuori il meglio dal loro romanzo e fornire strumenti professionalizzanti.
Per questo, abbiamo collaudato un processo di editing professionale che è unico in Italia: la stesura in affiancamento e incontri in live per spiegarti le modifiche e guidarti nella crescita del tuo stile.
Alla fine, non solo avrai scritto un romanzo emozionante, ma avrai sviluppato uno stile fluido e potente, che aumenterà in maniera esponenziale le probabilità che un editore ti offra di pubblicare il tuo romanzo e che farà raccogliere alla tua opera recensioni entusiaste.
Inoltre, avrai appreso e affinato una serie di tecniche che in ogni momento ti renderà consapevole di ciò che stai scrivendo e di come lo stai scrivendo, in modo da utilizzare di volta in volta i migliori strumenti stilistici per conquistare ed emozionare il pubblico. Perché saprai come farlo.
Avrai, di fatto, tutte le conoscenze degli scrittori professionisti.
Conoscenze che ti resteranno per sempre.
Avrai, di fatto, tutte le conoscenze degli scrittori professionisti.
Conoscenze che ti resteranno per sempre.
Per darti la possibilità di elevarti dalla massa e posizionarti come romanziere professionista, l’ultima sorpresa che abbiamo pensato per te è questa:
Una call gratuita per parlare dei tuoi taccuini narratologici con uno dei nostri editor.
Come funziona?
Rispondi alle tre semplici domande che trovi sotto questa ultima sessione e poi allega i tuoi taccuini narratologici, completi in tutte le parti.
I documenti arriveranno alla Via del Romanzo e verranno affidati a uno dei nostri editor.
Riceverai il prima possibile una proposta per fissare assieme la call gratuita, nella quale potrai parlare della tua opera a uno dei nostri editor, porre domande, ricevere considerazioni e spunti sul tuo materiale.
I documenti arriveranno alla Via del Romanzo e verranno affidati a uno dei nostri editor.
Riceverai il prima possibile una proposta per fissare assieme la call gratuita, nella quale potrai parlare della tua opera a uno dei nostri editor, porre domande, ricevere considerazioni e spunti sul tuo materiale.
Aspettiamo i tuoi taccuini.
Non vediamo l’ora di vedere il risultato del tuo lavoro nella forgia!
Ci vediamo “dall’altra parte”, dove la scrittura non è più un passatempo ma una passione, un vero e proprio lavoro.
Il luogo dove gli scrittori professionisti danno vita alle loro storie: La via del Romanzo.
A presto!
Non vediamo l’ora di vedere il risultato del tuo lavoro nella forgia!
Ci vediamo “dall’altra parte”, dove la scrittura non è più un passatempo ma una passione, un vero e proprio lavoro.
Il luogo dove gli scrittori professionisti danno vita alle loro storie: La via del Romanzo.
A presto!
Invia i tuoi taccuini
BIBLIOGRAFIA
Ovvero le opere che ogni scrittore professionista
dovrebbe studiare
- L’eroe dai mille volti di Joseph Campbell
- Il viaggio dell’Eroe di Christopher Vogler
- L’arco di trasformazione del personaggio di Dara Marks
- Story di Robert McKee
- Save the Cat! di Blake Snyder

Bisogno di aiuto?
Prenota una consulenza!


