9 – Colpi di scalpello (seconda parte)
Ideare le scene del tuo romanzo, check list finale: limare le scene.
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9– Colpi di scalpello (seconda parte)
Ideare le scene del tuo romanzo: la struttura a sequenze
Check list finale: limare le scene
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Ti diamo il benvenuto alla nona lezione del Forgiastorie!
Si avvicina sempre di più il momento in cui potrai presentare l’architettura dei capitoli a uno dei nostri editor professionisti, per poi passare alla stesura affiancata e quindi alla vera e propria scrittura della tua opera.
In questa sessione ti daremo qualche suggerimento per la stesura delle scene del tuo romanzo.
Non possiamo sapere che tipo di storia tu stia sviluppando, quindi tieni sempre in conto che si tratta di suggerimenti basati sulle buone norme della narratologia, non di regole fisse: devi avere la capacità di capire che cosa può andare bene per il tuo romanzo e cosa invece non è adatto.
Si avvicina sempre di più il momento in cui potrai presentare l’architettura dei capitoli a uno dei nostri editor professionisti, per poi passare alla stesura affiancata e quindi alla vera e propria scrittura della tua opera.
In questa sessione ti daremo qualche suggerimento per la stesura delle scene del tuo romanzo.
Non possiamo sapere che tipo di storia tu stia sviluppando, quindi tieni sempre in conto che si tratta di suggerimenti basati sulle buone norme della narratologia, non di regole fisse: devi avere la capacità di capire che cosa può andare bene per il tuo romanzo e cosa invece non è adatto.
Ciò che segue è un sentiero che ti aiuta a non smarrirti. Nulla ti vieta di fare una breve deviazione o scegliere un altro percorso: l’importante è arrivare alla meta.
Al di là di questo, siamo certi che potrà accendere qualche piccolo “punto luce” all’interno della tua immaginazione.
Cominciamo!
Nella lezione precedente, abbiamo parlato della composizione di una scena: abbiamo detto che è formata da beat e un insieme di beat la compongono, fino al “punto di svolta” che dà origine a una successiva scena con un nuovo conflitto.
Al di là di questo, siamo certi che potrà accendere qualche piccolo “punto luce” all’interno della tua immaginazione.
Cominciamo!
Nella lezione precedente, abbiamo parlato della composizione di una scena: abbiamo detto che è formata da beat e un insieme di beat la compongono, fino al “punto di svolta” che dà origine a una successiva scena con un nuovo conflitto.
Possiamo aggiungere che una serie di scene (idealmente una o due, massimo tre, possibilmente sempre con lo stesso punto di vista) danno origine a un capitolo.
Una serie capitoli forma un atto.
Tre atti (seguendo il classico modello aristotelico) formano un romanzo.
Ora sei consapevole della struttura interna classica di un romanzo moderno.
In questa sessione cominceremo, atto dopo atto, a sviluppare le scene attraverso una serie di sequenze, ovvero il suggerimento di una serie di scene che dovrebbero essere contenute all’interno della tua opera. Il loro sviluppo conseguente darà corpo alla tua storia.
Una serie capitoli forma un atto.
Tre atti (seguendo il classico modello aristotelico) formano un romanzo.
Ora sei consapevole della struttura interna classica di un romanzo moderno.
In questa sessione cominceremo, atto dopo atto, a sviluppare le scene attraverso una serie di sequenze, ovvero il suggerimento di una serie di scene che dovrebbero essere contenute all’interno della tua opera. Il loro sviluppo conseguente darà corpo alla tua storia.
Attenzione: ci teniamo a ribadire che si tratta di una strada che ti permette di non perderti durante il cammino, ma non è obbligatorio seguirla così com’è.
Ricorda che questo è un percorso sicuro sul quale muovere i tuoi passi, ma puoi anche fare brevi deviazioni, se il tuo viaggio le richiede per essere goduto al meglio.
La struttura a sequenze che stiamo per presentarti è uno strumento a servizio della storia, non viceversa.
Vogliamo anche sottolineare che quando avrai interiorizzato la struttura a sequenze, potrai anche sperimentare e fare diversamente, perché lo starai facendo con cognizione di causa.
È questo che differenzia uno scrittore dilettante da un professionista: avere la consapevolezza degli strumenti a disposizione e utilizzarli per ottenere l’effetto desiderato.
Ricorda che questo è un percorso sicuro sul quale muovere i tuoi passi, ma puoi anche fare brevi deviazioni, se il tuo viaggio le richiede per essere goduto al meglio.
La struttura a sequenze che stiamo per presentarti è uno strumento a servizio della storia, non viceversa.
Vogliamo anche sottolineare che quando avrai interiorizzato la struttura a sequenze, potrai anche sperimentare e fare diversamente, perché lo starai facendo con cognizione di causa.
È questo che differenzia uno scrittore dilettante da un professionista: avere la consapevolezza degli strumenti a disposizione e utilizzarli per ottenere l’effetto desiderato.
SEQUENZE DI SCENE DEL PRIMO ATTO
- Il primo ingresso
- Prima esposizione di difetto fatale, obiettivo e posta in gioco
- La tempesta è in arrivo
- Perché io?
IL PRIMO INGRESSO
Si tratta della scena nella quale il protagonista si presenta nella storia.
Poni molta attenzione alla strutturazione di questa scena: l’ingresso deve essere “potente”, ovvero risaltare la figura del tuo eroe (le sue caratteristiche fondamentali) e del mondo che lo circonda (ultimo rifugio).
Non lasciare in secondo piano entrambi questi elementi: protagonista e ambientazione. Il lettore deve capire immediatamente dove si trova e con chi.
Poni molta attenzione alla strutturazione di questa scena: l’ingresso deve essere “potente”, ovvero risaltare la figura del tuo eroe (le sue caratteristiche fondamentali) e del mondo che lo circonda (ultimo rifugio).
Non lasciare in secondo piano entrambi questi elementi: protagonista e ambientazione. Il lettore deve capire immediatamente dove si trova e con chi.
Inserisci già qualche accenno al suo difetto fatale facendo agire il protagonista di conseguenza.
Ricorda che in questa fase iniziale non è necessario che si presenti come un difetto, bensì come una caratteristica che può anche sembrare positiva (ad es.: appare responsabile con le spese, ma poi verrà fuori che il suo difetto fatale è l’avarizia).
Ricordati di inserire un conflitto, o quantomeno di farlo profilare all’orizzonte. Può non essere direttamente collegato al plot principale, ma essere solo un accenno.
Numero di scene suggerite: una a protagonista.
NB: non tutti i protagonisti devono essere presentati nelle prime scene del romanzo.
Per esempio, se hai tre protagonisti, puoi dedicare tre scene al primo e solo dopo passare alle scene di presentazione degli altri due.
Ricorda che in questa fase iniziale non è necessario che si presenti come un difetto, bensì come una caratteristica che può anche sembrare positiva (ad es.: appare responsabile con le spese, ma poi verrà fuori che il suo difetto fatale è l’avarizia).
Ricordati di inserire un conflitto, o quantomeno di farlo profilare all’orizzonte. Può non essere direttamente collegato al plot principale, ma essere solo un accenno.
Numero di scene suggerite: una a protagonista.
NB: non tutti i protagonisti devono essere presentati nelle prime scene del romanzo.
Per esempio, se hai tre protagonisti, puoi dedicare tre scene al primo e solo dopo passare alle scene di presentazione degli altri due.
PRIMA ESPOSIZIONE DI DIFETTO FATALE, OBIETTIVO E POSTA IN GIOCO
Una serie di scene dove comincia a diventare visibile il difetto fatale del protagonista. Introduciamo i personaggi principali e, se ci sono, i co-protagonisti. Bisogna anche descrivere:
- Com’è la vita dell’eroe/degli eroi
- Qual è il suo/loro obiettivo
- È recalcitrante al cambiamento o disposto al sacrificio da subito?
Inoltre, deve essere ben percepibile la posta in gioco drammatizzata.
Numero di scene suggerite: un numero flessibile, a seconda del numero dei protagonisti e di quante ne servono per mettere mostrare i punti sopra.
Numero di scene suggerite: un numero flessibile, a seconda del numero dei protagonisti e di quante ne servono per mettere mostrare i punti sopra.
LA TEMPESTA È IN ARRIVO
L’evento che cambia le carte in tavola: è la chiamata alla via, un evento talmente importante da impedire all’eroe di restare nel suo ultimo rifugio.
Ricorda che la chiamata all’avventura può coincidere con l’evento scatenate del plot esterno oppure no (nella maggior parte dei casi, no, ma dipende dalla tua storia).
Numero di scene suggerite: una a protagonista. Nel caso di più protagonisti, possono avvenire a distanza di qualche scena l’una dall’altra.
Ricorda che la chiamata all’avventura può coincidere con l’evento scatenate del plot esterno oppure no (nella maggior parte dei casi, no, ma dipende dalla tua storia).
Numero di scene suggerite: una a protagonista. Nel caso di più protagonisti, possono avvenire a distanza di qualche scena l’una dall’altra.
PERCHÈ IO?
In questa sequenza di scene, l’eroe mostra una certa resistenza all’avventura. Non vuole partire (o accettare il cambiamento che si è profilato durante “la tempesta è in arrivo”), oppure ha paura di farlo, oppure è certo che lo farà/se ne occuperà qualcun altro.
Non sa come dovrebbe comportarsi, anche se, in qualche caso, sa già dentro di sé che è lui il destinatario della chiamata.
Se c’è un mentore, in questa fase lo spinge ad accettare la chiamata all’avventura, ma la risposta del protagonista sarà sempre “no”.
Numero di scene suggerite: un numero variabile, quante ne servono per mostrare la recalcitranza. Può essere una fase breve oppure più lunga, a seconda del carattere.
Non sa come dovrebbe comportarsi, anche se, in qualche caso, sa già dentro di sé che è lui il destinatario della chiamata.
Se c’è un mentore, in questa fase lo spinge ad accettare la chiamata all’avventura, ma la risposta del protagonista sarà sempre “no”.
Numero di scene suggerite: un numero variabile, quante ne servono per mostrare la recalcitranza. Può essere una fase breve oppure più lunga, a seconda del carattere.
Puoi notare da te come queste sequenze consigliate corrispondano perfettamente alle fasi del primo atto che abbiamo visto nella seconda parte del Forgiastorie:
Il primo ingresso: Mondo ordinario.
Prima esposizione di difetto fatale, obiettivo e posta in gioco: Mondo ordinario/chiamata alla via.
La tempesta è in arrivo: Momento determinante (se non previsto nella chiamata stessa) e primo turning point.
Perché io?: Il rifiuto della chiamata (se prevista), l’incontro con il mentore (se previsto), altrimenti la preparazione all’avventura nel mondo straordinario.
Il primo ingresso: Mondo ordinario.
Prima esposizione di difetto fatale, obiettivo e posta in gioco: Mondo ordinario/chiamata alla via.
La tempesta è in arrivo: Momento determinante (se non previsto nella chiamata stessa) e primo turning point.
Perché io?: Il rifiuto della chiamata (se prevista), l’incontro con il mentore (se previsto), altrimenti la preparazione all’avventura nel mondo straordinario.
Prima di lasciarti all’architettura delle scene del tuo primo atto, rispondiamo a una domanda che a questo punto potresti avere in testa: è obbligatorio seguire queste sequenze nell’ordine presentato?
Ovviamente no! Tutto dipende dalla natura della tua storia.
Ci sono romanzi che iniziano addirittura in medias res (per esempio, l’autore usa come incipit la sfida centrale della metà del secondo atto o addirittura sfiora il climax finale senza fare spoiler).
Ovviamente no! Tutto dipende dalla natura della tua storia.
Ci sono romanzi che iniziano addirittura in medias res (per esempio, l’autore usa come incipit la sfida centrale della metà del secondo atto o addirittura sfiora il climax finale senza fare spoiler).
Non cadere però nel facile tranello che “mischiare le carte in tavola” renderà la tua storia più originale: non è vero.
Lo ripetiamo: dipende dalle esigenze della storia.
Esistono storie di grande successo commerciale che utilizzano il più classico degli schemi, in tutti i generi. Pensiamo a Harry Potter, Batman Begins, The Truman Show, Hunger Games, Il Signore degli Anelli, Gli Intoccabili ecc.
Avrai modo di capire alla fine della stesura delle scene quale potrà essere il giusto equilibrio per il tuo romanzo. Al momento, in questa fase, ti invitiamo a seguire questo ordine, che ricalca gli eventi in ordine cronologico.
Lo ripetiamo: dipende dalle esigenze della storia.
Esistono storie di grande successo commerciale che utilizzano il più classico degli schemi, in tutti i generi. Pensiamo a Harry Potter, Batman Begins, The Truman Show, Hunger Games, Il Signore degli Anelli, Gli Intoccabili ecc.
Avrai modo di capire alla fine della stesura delle scene quale potrà essere il giusto equilibrio per il tuo romanzo. Al momento, in questa fase, ti invitiamo a seguire questo ordine, che ricalca gli eventi in ordine cronologico.
Ora prova tu.
Esercizio 9.1
Canovaccio alla mano, espandilo con le sequenze di scene del primo atto.
Ti suggeriamo di seguire la costruzione beat-dopo-beat e di accertarti della presenza di micro-conflitti legati a difetto fatale del protagonista e posta in gioco.
Non preoccuparti se la costruzione di ogni scena occupa molte righe: può capitare, e anzi, più avanti ti sarà utile. La precisione in questa fase può risparmiarti molto lavoro dopo.
Vai avanti nel secondo atto solo quando trovi il risultato soddisfacente.
Ti ricordiamo che, se lo ritieni necessario, hai la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor.
Ti suggeriamo di seguire la costruzione beat-dopo-beat e di accertarti della presenza di micro-conflitti legati a difetto fatale del protagonista e posta in gioco.
Non preoccuparti se la costruzione di ogni scena occupa molte righe: può capitare, e anzi, più avanti ti sarà utile. La precisione in questa fase può risparmiarti molto lavoro dopo.
Vai avanti nel secondo atto solo quando trovi il risultato soddisfacente.
Ti ricordiamo che, se lo ritieni necessario, hai la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor.
SEQUENZE DI SCENE DEL SECONDO ATTO
- L’ingresso nel mondo straordinario
- In buona compagnia
- È l’ora dell’avventura
- Midpoint
- Il male
- La morte è solo l’inizio
- Una nuova consapevolezza
L’INGRESSO NEL MONDO STRAORDINARIO
Rispetto alle sequenze precedenti, il protagonista si trova sbalzato fuori dal suo status quo, dal suo mondo ordinario, dal suo ultimo rifugio. È il momento in cui varca la soglia del mondo straordinario.
Che sia la partenza verso una località sconosciuta o l’introduzione di una differenza nella vita di tutti i giorni, è un “nuovo mondo” che deve esplorare, “sottosopra” rispetto a quello dell’ultimo rifugio.
Che sia la partenza verso una località sconosciuta o l’introduzione di una differenza nella vita di tutti i giorni, è un “nuovo mondo” che deve esplorare, “sottosopra” rispetto a quello dell’ultimo rifugio.
Mostra questo “mondo sottosopra” dentro il quale l’eroe dovrà agire e risolvere l’obiettivo, in cui sa che ormai non si torna più indietro.
Poni attenzione al fatto che sia evidente la differenza rispetto al “mondo ordinario”: il cambiamento deve apparire netto.
Numero di scene: una a protagonista (possono avvenire in momenti diversi, non consequenziali).
Poni attenzione al fatto che sia evidente la differenza rispetto al “mondo ordinario”: il cambiamento deve apparire netto.
Numero di scene: una a protagonista (possono avvenire in momenti diversi, non consequenziali).
IN BUONA COMPAGNIA
Introduci eventuali alleati (o finti alleati, emissari del nemico), amici, aiutanti, mentori; qualsiasi personaggio principale abbia spazio all’interno della narrazione.
Di solito l’ingresso nel mondo straordinario introduce nuovi personaggi, perlopiù sconosciuti al protagonista, che lo accompagneranno fino alla fine del secondo atto e, a volte, anche per tutto il terzo.
Attenzione a non introdurli tutti insieme! Il numero di scene consigliate è quante ne bastano e, soprattutto, vanno “spalmate” lungo tutta la prima parte del secondo atto.
Di solito l’ingresso nel mondo straordinario introduce nuovi personaggi, perlopiù sconosciuti al protagonista, che lo accompagneranno fino alla fine del secondo atto e, a volte, anche per tutto il terzo.
Attenzione a non introdurli tutti insieme! Il numero di scene consigliate è quante ne bastano e, soprattutto, vanno “spalmate” lungo tutta la prima parte del secondo atto.
È L’ORA DELL’AVVENTURA
Ricordi i desideri che danno origine ai conflitti e quindi alle sfide? Ti invitiamo a ripassare quella lezione del Forgiastorie se i concetti ti sfuggono: è in queste scene che dovranno trovare spazio.
Il viaggio dell’eroe è cominciato, in un mondo che può accoglierlo oppure rifiutarlo, che può trovare adorabile o detestabile, positivo o negativo, in cui si diverte o annaspa.
I personaggi del punto precedente (“in buona compagnia”) saranno al suo fianco o potranno esserlo da un certo punto in poi (motivo per cui non vanno inseriti tutti insieme, ma durante questa sequenza di scene intitolate “è l’ora dell’avventura”).
Il viaggio dell’eroe è cominciato, in un mondo che può accoglierlo oppure rifiutarlo, che può trovare adorabile o detestabile, positivo o negativo, in cui si diverte o annaspa.
I personaggi del punto precedente (“in buona compagnia”) saranno al suo fianco o potranno esserlo da un certo punto in poi (motivo per cui non vanno inseriti tutti insieme, ma durante questa sequenza di scene intitolate “è l’ora dell’avventura”).
“È l’ora dell’avventura” è un susseguirsi di sconfitte o vittorie e accompagna il protagonista (o i coprotagonisti) lungo il percorso in questa nuova realtà, con passi indietro o avanti “interiori” (rispetto alla lotta contro il difetto fatale) oppure esterni, fino al midpoint, in una escalation che alza gradualmente la posta in gioco.
Ricordati di alzare gradualmente l’asticella: sfide e conflitti devono aumentare di intensità, non diminuire!
Numero di scene: quelle che servono per arrivare fino al midpoint (cioè la metà della storia), il momento in cui l’elastico si spezza.
Ricordati di alzare gradualmente l’asticella: sfide e conflitti devono aumentare di intensità, non diminuire!
Numero di scene: quelle che servono per arrivare fino al midpoint (cioè la metà della storia), il momento in cui l’elastico si spezza.
MIDPOINT (SFIDA CENTRALE)
Rappresenta il culmine della sequenza di scene “È l’ora dell’avventura”: un singolo avvenimento che rappresenta una vittoria illusoria o una sconfitta bruciante (a seconda delle esigenze del tuo romanzo) e porta ad alzare in maniera drammatica la posta in gioco della tua storia e spinge l’eroe ad affrontare il suo difetto fatale.
Si tratta della sfida centrale che abbiamo architettato in precedenza.
Ciò che avviene durante il midpoint alza bruscamente l’asticella della posta in gioco.
Numero di scene: una. Ricorda che è idealmente inserita al centro esatto del tuo romanzo.
Si tratta della sfida centrale che abbiamo architettato in precedenza.
Ciò che avviene durante il midpoint alza bruscamente l’asticella della posta in gioco.
Numero di scene: una. Ricorda che è idealmente inserita al centro esatto del tuo romanzo.
In seguito al midpoint, può esserci un breve momento di tregua, sviluppato in una o due scene, in cui il protagonista si lecca le ferite o si crogiola nella beatitudine portata dalla falsa vittoria.
Ma non è obbligatorio, dipende dalla tua storia.
Ma non è obbligatorio, dipende dalla tua storia.
IL MALE
A seconda del risultato della sfida centrale, la strada per l’eroe diventa una discesa all’inferno (dopo il midpoint di vittoria illusoria) oppure una lenta salita dagli abissi (dopo un midpoint di sconfitta bruciante). Non si tratta di una regola fissa, sarà necessario regolare questa fase mantenendo un equilibrio.
In questa sequenza di azioni il male si mostra in tutta la sua potenza:
In questa sequenza di azioni il male si mostra in tutta la sua potenza:
- Se c’è un antagonista fisico, è qui che arriva il primo vero scontro
- Anche l’antagonista interiore, il difetto fatale, è sempre più vivido, così come la presa di coscienza dell’eroe sull’obbligo di migliorare se stesso per poter vincere e conquistare la posta in gioco aggravata nel midpoint
Numero di scene: quante bastano per far toccare il fondo al protagonista e giungere all’esperienza di morte, il punto emotivamente più devastante nel suo arco di trasformazione.
LA MORTE È SOLO L’INIZIO
Altrimenti detta “esperienza di morte”, al protagonista accade la “cosa peggiore possibile” (dal punto di vista della posta in gioco).
Rappresenta il punto più basso della sua esperienza nell’avventura, il momento più oscuro sia dal punto di vista emotivo sia per quanto riguarda la posta in gioco, che sembra persa per sempre.
Numero di scene: una a protagonista.
Rappresenta il punto più basso della sua esperienza nell’avventura, il momento più oscuro sia dal punto di vista emotivo sia per quanto riguarda la posta in gioco, che sembra persa per sempre.
Numero di scene: una a protagonista.
UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA
Dopo l’esperienza di morte, il personaggio ha bisogno di un momento di elaborazione. Da quando è iniziata l’avventura, non si è mai sentito così male o in difficoltà. Ha addosso ancora gli strascichi dell’esperienza di morte, è il momento più basso di tutti. La condanna sembra vicina, la sconfitta a un passo.
Questa condizione, unitamente al “male” che continua a crescere intorno a lui, produce quella consapevolezza interiore che lo spinge verso il cambiamento prima interiore (prende coscienza del difetto fatale e di come sconfiggerlo) e poi, come conseguenza, a un nuovo modo di affrontare il momento di estrema difficoltà.
Numero di scene: quante ne bastano per elaborare il momento di lutto interiore e ritrovare la forza per agire ed entrare nel terzo atto.
Questa condizione, unitamente al “male” che continua a crescere intorno a lui, produce quella consapevolezza interiore che lo spinge verso il cambiamento prima interiore (prende coscienza del difetto fatale e di come sconfiggerlo) e poi, come conseguenza, a un nuovo modo di affrontare il momento di estrema difficoltà.
Numero di scene: quante ne bastano per elaborare il momento di lutto interiore e ritrovare la forza per agire ed entrare nel terzo atto.
Ora prova tu.
Esercizio 9.2
Canovaccio alla mano, costruisci le scene del secondo atto del tuo romanzo, usando lo schema con criterio e a seconda di ciò che serve al tuo romanzo.
Ti suggeriamo di seguire la costruzione beat-dopo-beat e di accertarti della presenza di micro-conflitti legati a difetto fatale del protagonista e posta in gioco. Vai avanti nel terzo atto solo quando ritieni che il risultato sia soddisfacente.
Ti ricordiamo che hai la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor.
Ti suggeriamo di seguire la costruzione beat-dopo-beat e di accertarti della presenza di micro-conflitti legati a difetto fatale del protagonista e posta in gioco. Vai avanti nel terzo atto solo quando ritieni che il risultato sia soddisfacente.
Ti ricordiamo che hai la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor.
SEQUENZE DI SCENE DEL TERZO ATTO
- Dalla consapevolezza alla tattica
- La lotta finale
- Il ritorno
- Il finale
DALLA CONSAPEVOLEZZA ALLA TATTICA
Il momento di consapevolezza (vedi ultima sequenza del secondo atto) dà origine a un piano per vincere la sfida finale e sistemare il conflitto interno ed esterno una volta per tutte.
Numero di scene suggerite: una o due a protagonista, quante ne bastano per passare dalla consapevolezza all’elaborazione di un piano per sconfiggere il difetto fatale, l’eventuale antagonista esterno e vincere la posta in gioco.
Numero di scene suggerite: una o due a protagonista, quante ne bastano per passare dalla consapevolezza all’elaborazione di un piano per sconfiggere il difetto fatale, l’eventuale antagonista esterno e vincere la posta in gioco.
LA LOTTA FINALE
In questa sequenza, che comprende il climax, l’eroe mette in atto il piano e dimostra di aver superato il suo difetto fatale: ora sa sconfiggere il nemico esterno e/o interno (arco eroico), oppure viene sopraffatto dal difetto fatale e perde la posta in gioco (arco tragico).
Il piano potrebbe avere un’improvvisa battuta d’arresto oppure essere lineare (lo vedremo tra poco).
Se hai previsto un plot twist finale, è in questa sequenza di scene che si verificherà.
Il piano potrebbe avere un’improvvisa battuta d’arresto oppure essere lineare (lo vedremo tra poco).
Se hai previsto un plot twist finale, è in questa sequenza di scene che si verificherà.
Il climax termina con la sconfitta definitiva o la vittoria definitiva, mai con una via di mezzo.
Se l’eroe perde (arco tragico), diventa il nemico stesso (l’antagonista difetto fatale, si lascia fagocitare da esso).
Se l’eroe vince (arco eroico), lui stesso, il suo mondo e quello dei suoi alleati risulta migliorato rispetto all’inizio dell’avventura. La posta in gioco è quindi conquistata.
Numero di scene suggerite: quante ne bastano per la “battaglia finale” (anche metaforica, ovviamente) e arrivare alla vittoria o sconfitta definitiva.
Rispetto a quest’ultima sequenza, ti suggeriamo uno “schema tipico” (ma non obbligatorio) che potrebbe esserti utile per renderla un po’ meno lineare, in modo da tenere il lettore con il fiato sospeso fino alla fine:
Se l’eroe perde (arco tragico), diventa il nemico stesso (l’antagonista difetto fatale, si lascia fagocitare da esso).
Se l’eroe vince (arco eroico), lui stesso, il suo mondo e quello dei suoi alleati risulta migliorato rispetto all’inizio dell’avventura. La posta in gioco è quindi conquistata.
Numero di scene suggerite: quante ne bastano per la “battaglia finale” (anche metaforica, ovviamente) e arrivare alla vittoria o sconfitta definitiva.
Rispetto a quest’ultima sequenza, ti suggeriamo uno “schema tipico” (ma non obbligatorio) che potrebbe esserti utile per renderla un po’ meno lineare, in modo da tenere il lettore con il fiato sospeso fino alla fine:
- Riunire gli alleati e definire il piano grazie al loro aiuto (compreso di scorte e armi, se necessario)
- Esecuzione del piano. Spesso uno o più alleati muoiono o sono costretti ad abbandonarlo e l’eroe inizia a covare la sensazione che il piano ideato sia una follia
- La Sorpresa: il nemico reagisce in maniera imprevista (o succede qualcosa che non si poteva immaginare). Avviene un plot twist, di solito il più potente rispetto a tutti gli altri eventuali twist precedenti
- Il Nuovo Io: dopo una breve ritirata per riorganizzarsi, gli eventuali ultimi strascichi del difetto fatale vengono sconfitti del tutto. L’eroe, spesso a questo punto rimasto da solo, elabora un nuovo piano che comprenda appieno la lezione appresa: è qui che avviene la dimostrazione della premessa (vedremo cos’è più avanti)
- Vittoria: il nuovo piano funziona
IL RITORNO
Panoramica sul mondo e sul nuovo io del protagonista dopo la vittoria e la sconfitta del suo difetto fatale (oppure dopo la sconfitta dell’eroe stesso).
In caso di arco eroico, l’eroe ritorna con l’“elisir”, cioè la lezione imparata durante il suo viaggio nel mondo straordinario.
Può tornare a casa, se è partito, oppure guarda con occhi diversi quello che era il suo mondo ordinario dopo la trasformazione. Magari attorno a lui non è cambiato nulla, ma è lui a essere cambiato. Oppure, il suo intero mondo non è più lo stesso di quello dell’inizio del libro, ma poco importa: in ogni caso lui è cambiato in maniera profonda.
Numero di scene: quante bastano a ogni protagonista per arrivare a quella finale e per sciogliere tutti gli eventuali nodi di trama rimasti in sospeso.
In caso di arco eroico, l’eroe ritorna con l’“elisir”, cioè la lezione imparata durante il suo viaggio nel mondo straordinario.
Può tornare a casa, se è partito, oppure guarda con occhi diversi quello che era il suo mondo ordinario dopo la trasformazione. Magari attorno a lui non è cambiato nulla, ma è lui a essere cambiato. Oppure, il suo intero mondo non è più lo stesso di quello dell’inizio del libro, ma poco importa: in ogni caso lui è cambiato in maniera profonda.
Numero di scene: quante bastano a ogni protagonista per arrivare a quella finale e per sciogliere tutti gli eventuali nodi di trama rimasti in sospeso.
IL FINALE
Cerca di fare in modo che la scena finale sia uno “specchio” di quella di apertura per mostrare quanto il protagonista sia cambiato rispetto alla “creatura imperfetta” che era all’inizio della storia.
Se hai più protagonisti, può essere un ottimo stratagemma chiudere con lo stesso con cui hai aperto il romanzo; oppure usare un altro protagonista per mostrare il primo incontrato nel romanzo e sottolineare quanto tutti loro siano cambiati.
Per enfatizzare le differenze rispetto a come il protagonista era all’inizio, puoi anche decidere di ambientarla nello stesso posto della scena di apertura in modo da rendere ancora più evidente l’effetto “specchio”. Naturalmente, decidi se questo fa o meno per il tuo romanzo e agisci di conseguenza.
Numero di scene: una.
Se hai più protagonisti, può essere un ottimo stratagemma chiudere con lo stesso con cui hai aperto il romanzo; oppure usare un altro protagonista per mostrare il primo incontrato nel romanzo e sottolineare quanto tutti loro siano cambiati.
Per enfatizzare le differenze rispetto a come il protagonista era all’inizio, puoi anche decidere di ambientarla nello stesso posto della scena di apertura in modo da rendere ancora più evidente l’effetto “specchio”. Naturalmente, decidi se questo fa o meno per il tuo romanzo e agisci di conseguenza.
Numero di scene: una.
Ora prova tu.
Esercizio 9.3
Canovaccio alla mano, costruisci le scene del terzo atto del tuo romanzo. Come sempre, utilizza lo schema proposto con criterio, a seconda delle necessità della tua storia.
Ti suggeriamo di seguire la costruzione beat-dopo-beat e di accertati della presenza di micro-conflitti legati a difetto fatale del protagonista e posta in gioco.
Dopo questo esercizio avrai in mano la lista complete delle scene che formeranno il tuo romanzo.
Ti ricordiamo che hai la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor.
Ti suggeriamo di seguire la costruzione beat-dopo-beat e di accertati della presenza di micro-conflitti legati a difetto fatale del protagonista e posta in gioco.
Dopo questo esercizio avrai in mano la lista complete delle scene che formeranno il tuo romanzo.
Ti ricordiamo che hai la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor.
Check list finale: limare le scene
Ora che hai strutturato le scene del tuo romanzo, il lavoro è quasi completo: ti manca solo la suddivisione dei capitoli.
Prima di procedere, c’è un ulteriore lavoro di finalizzazione da fare, grazie a una serie di controlli da attuare prima di trasportare le scene in una griglia di capitoli:
Prima di procedere, c’è un ulteriore lavoro di finalizzazione da fare, grazie a una serie di controlli da attuare prima di trasportare le scene in una griglia di capitoli:
- controllo di semine e raccolti
- controllo della presenza di twist e di semine in scene precedenti
Ti ricordiamo che semine e raccolti sono due strumenti narrativi utilizzati per architettare al meglio le scene di un romanzo.
Il fine è andare incontro alle aspettative del lettore rendendo gli eventi credibili e non forzati, suscitando di conseguenza il maggior impatto emotivo possibile.
Il fine è andare incontro alle aspettative del lettore rendendo gli eventi credibili e non forzati, suscitando di conseguenza il maggior impatto emotivo possibile.
Di solito, si seminano indizi in scene a bassa temperatura e si fanno progredire in scene successive, in modo da procedere alla mietitura in quelle ad alta temperatura.
Se ti capita di notare semine in scene ad alta temperatura (per esempio un momento dove gli eventi accadono in maniera troppo repentina perché il protagonista possa fare caso agli indizi) non è un problema: può anche capitare che il raccolto, cioè la comprensione di come si incastrano gli indizi, avvenga in un momento di riflessione in una scena a temperatura bassa.
L’importante è che tutto sia coerente all’interno del tuo romanzo.
Se ti capita di notare semine in scene ad alta temperatura (per esempio un momento dove gli eventi accadono in maniera troppo repentina perché il protagonista possa fare caso agli indizi) non è un problema: può anche capitare che il raccolto, cioè la comprensione di come si incastrano gli indizi, avvenga in un momento di riflessione in una scena a temperatura bassa.
L’importante è che tutto sia coerente all’interno del tuo romanzo.
Ti ricordiamo che i colpi di scena sono svolte inaspettate della tua storia.
Il più delle volte hanno bisogno di essere seminate per fare in modo che accadano in maniera sì inaspettata, ma rimanendo credibili e coerenti.
Esistono plot twist (colpi di scena principali) e twist secondari (meno appariscenti ma comunque godibili per chi legge).
Il più delle volte hanno bisogno di essere seminate per fare in modo che accadano in maniera sì inaspettata, ma rimanendo credibili e coerenti.
Esistono plot twist (colpi di scena principali) e twist secondari (meno appariscenti ma comunque godibili per chi legge).
Ora prova tu.
Esercizio 9.4
Controlla i momenti di “mietitura” nel tuo romanzo e accertati di aver inserito semine e progressioni adatte. Se non lo hai ancora fatto, procedi a inserirle adesso, anche all’interno di scene già presenti (dove possibile).
Per quanto riguarda i twist, controlla di aver seminato indizi nascosti, ma che siano coerenti con il tuo mondo narrativo, in modo da rendere credibile l’avverarsi dei colpi di scena.
Assicurati, infine, che ci sia una buona alternanza di scene a bassa e ad alta temperatura. Se serve, apporta gli ultimi spostamenti e aggiustamenti.
Per quanto riguarda i twist, controlla di aver seminato indizi nascosti, ma che siano coerenti con il tuo mondo narrativo, in modo da rendere credibile l’avverarsi dei colpi di scena.
Assicurati, infine, che ci sia una buona alternanza di scene a bassa e ad alta temperatura. Se serve, apporta gli ultimi spostamenti e aggiustamenti.
L’architettura dei capitoli è sempre più vicina, ormai si tratta solo di limare gli ultimi dettagli.
Si avvicina il tempo di approcciare la scrittura del tuo romanzo.
Poni attenzione su questo fatto fondamentale: case editrici e lettori cercano sia buone storie sia autori in grado di scriverle. Ti stai occupando della struttura della storia, il materiale che ci spedisci alla fine del Forgiastorie servirà per scrivere la tua opera potenziando la tua penna e il tuo stile.
Prima di procedere con l’ultima lezione, ti suggeriamo di sistemare tutte le scene che hai sviluppato nel tuo romanzo con particolare attenzione. Se vuoi avere la certezza che tutto sia armonizzato e ben architettato, rimaniamo a disposizione: prenota una consulenza qui sotto. Un editor della Via del Romanzo fisserà quanto prima una videocall dedicata a te e al tuo progetto.
Si avvicina il tempo di approcciare la scrittura del tuo romanzo.
Poni attenzione su questo fatto fondamentale: case editrici e lettori cercano sia buone storie sia autori in grado di scriverle. Ti stai occupando della struttura della storia, il materiale che ci spedisci alla fine del Forgiastorie servirà per scrivere la tua opera potenziando la tua penna e il tuo stile.
Prima di procedere con l’ultima lezione, ti suggeriamo di sistemare tutte le scene che hai sviluppato nel tuo romanzo con particolare attenzione. Se vuoi avere la certezza che tutto sia armonizzato e ben architettato, rimaniamo a disposizione: prenota una consulenza qui sotto. Un editor della Via del Romanzo fisserà quanto prima una videocall dedicata a te e al tuo progetto.
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