5 – Colpi di martello (secondo atto, prima parte)
Introduzione al secondo atto.
Il secondo atto, prima parte: le sfide, il punto centrale (midpoint).
Il secondo atto, prima parte: le sfide, il punto centrale (midpoint).
Scorri le slide della lezione ->

5– Colpi di martello (secondo atto, prima parte)
Introduzione al secondo atto
Il secondo atto, prima parte: le sfide, il punto centrale (midpoint)
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Ti diamo il benvenuto alla quinta lezione del Forgiastorie!
Quello che otterrai in questo corso gratuito è l’architettura professionale dei capitoli della tua storia, pronta per essere scritta e editata da subito insieme a uno dei nostri editor della Via del Romanzo. Presto ti spiegheremo come!
Siamo arrivati a un punto molto importante: stiamo tracciando l’arco di trasformazione del tuo personaggio. Come abbiamo detto in una delle precedenti lezioni, in un certo senso il protagonista è il tuo romanzo: di conseguenza, insieme al suo cambiamento, stai anche scrivendo un primo e provvisorio canovaccio.
Quello che otterrai in questo corso gratuito è l’architettura professionale dei capitoli della tua storia, pronta per essere scritta e editata da subito insieme a uno dei nostri editor della Via del Romanzo. Presto ti spiegheremo come!
Siamo arrivati a un punto molto importante: stiamo tracciando l’arco di trasformazione del tuo personaggio. Come abbiamo detto in una delle precedenti lezioni, in un certo senso il protagonista è il tuo romanzo: di conseguenza, insieme al suo cambiamento, stai anche scrivendo un primo e provvisorio canovaccio.
Nel primo atto, siamo arrivati al primo turning point, ovvero un avvenimento che spinge definitivamente l’eroe fuori dal suo ultimo rifugio, dalla sua comfort zone, per iniziare l’avventura.
Che cosa accadrà ora? Vediamolo insieme e mettiamolo subito in pratica sulla tua storia! Cominciamo!
Che cosa accadrà ora? Vediamolo insieme e mettiamolo subito in pratica sulla tua storia! Cominciamo!
Partiamo con il dire che la lunghezza del secondo atto è doppia rispetto a quella del primo e del terzo.
Una possibile proporzione potrebbe essere 25%-50%-25%.
Non è una regola fissa ed è inutile sforzarsi di far combaciare queste percentuali. Sono solo una guida che potrebbe portare a determinati ragionamenti riguardanti il respiro dell’opera nel suo complesso.
È abbastanza facile che, se il terzo atto è troppo lungo, si sta iniziando una nuova storia dopo il finale di quella precedente, oppure si sta andando troppo per le lunghe in chiusura. Tutti errori da cercare di non commettere.
Una possibile proporzione potrebbe essere 25%-50%-25%.
Non è una regola fissa ed è inutile sforzarsi di far combaciare queste percentuali. Sono solo una guida che potrebbe portare a determinati ragionamenti riguardanti il respiro dell’opera nel suo complesso.
È abbastanza facile che, se il terzo atto è troppo lungo, si sta iniziando una nuova storia dopo il finale di quella precedente, oppure si sta andando troppo per le lunghe in chiusura. Tutti errori da cercare di non commettere.
Se invece è troppo lungo il primo atto, forse i conflitti sono annacquati, non drammatizzati, e servono capitoli interi per spiegarli (e annoiare il lettore), oppure si sta raccontando troppo la backstory o ci si sta dilungando in tediosi “spiegoni”.
Insomma, queste proporzioni sono una guida: più ci si avvicina, più il tuo romanzo sarà correttamente bilanciato.
Insomma, queste proporzioni sono una guida: più ci si avvicina, più il tuo romanzo sarà correttamente bilanciato.
Le fasi che compongono la prima metà del secondo atto:
L’entrata nel mondo dell’ignoto
Le sfide
Il punto centrale (o midpoint)
Il mondo dell’ignoto
Il secondo atto a molti autori fa paura, e ci sono delle ragioni ben precise per questo fenomeno.
Per natura, immaginiamo le prime fasi dell’avventura e i possibili finali, ma ciò che ci sta in mezzo potrebbe apparire come un buco nero, un grosso contenitore pieno di enigmi.
Il protagonista ha ricevuto uno schiaffo, un risveglio violento.
È stato obbligato ad abbandonare l’ultimo rifugio o “mondo ordinario” (ciò che conosceva) per entrare nel mondo dell’ignoto o “straordinario” (ciò che non conosce).
Tutto questo portandosi addosso due conflitti (difetto fatale e conflitto primario esterno, legato alla posta in gioco), che non sa minimamente come affrontare.
Per natura, immaginiamo le prime fasi dell’avventura e i possibili finali, ma ciò che ci sta in mezzo potrebbe apparire come un buco nero, un grosso contenitore pieno di enigmi.
Il protagonista ha ricevuto uno schiaffo, un risveglio violento.
È stato obbligato ad abbandonare l’ultimo rifugio o “mondo ordinario” (ciò che conosceva) per entrare nel mondo dell’ignoto o “straordinario” (ciò che non conosce).
Tutto questo portandosi addosso due conflitti (difetto fatale e conflitto primario esterno, legato alla posta in gioco), che non sa minimamente come affrontare.
ATTENZIONE! Lo abbiamo già visto, ma ci teniamo a rimarcarlo.
L’entrata nel “mondo dell’ignoto” non significa che il tuo protagonista parte per un luogo che non ha mai visto prima.
Può essere così nei casi in cui sia prevista un’avventura, che in genere inizia proprio in questo momento.
Ma può anche significare che il protagonista deve affrontare un cambiamento importante nella sua vita, pur restando sempre nello stesso luogo.
Ad esempio, un nuovo lavoro che mette a dura prova le sue capacità, l’entrata nella sua vita di una persona sconosciuta e che stravolge le sue giornate, o al contrario un lutto o un divorzio o la partenza di una persona che finora c’era sempre stata.
Il mondo dell’ignoto, che sia fisico o metaforico, ha sempre questa caratteristica: è una situazione non ordinaria che ha un forte impatto emotivo sul protagonista e che presenta conflitti che lo portano a scontrarsi con il suo difetto fatale.
L’entrata nel “mondo dell’ignoto” non significa che il tuo protagonista parte per un luogo che non ha mai visto prima.
Può essere così nei casi in cui sia prevista un’avventura, che in genere inizia proprio in questo momento.
Ma può anche significare che il protagonista deve affrontare un cambiamento importante nella sua vita, pur restando sempre nello stesso luogo.
Ad esempio, un nuovo lavoro che mette a dura prova le sue capacità, l’entrata nella sua vita di una persona sconosciuta e che stravolge le sue giornate, o al contrario un lutto o un divorzio o la partenza di una persona che finora c’era sempre stata.
Il mondo dell’ignoto, che sia fisico o metaforico, ha sempre questa caratteristica: è una situazione non ordinaria che ha un forte impatto emotivo sul protagonista e che presenta conflitti che lo portano a scontrarsi con il suo difetto fatale.
Come portare il tuo personaggio a risolvere i conflitti che gli si presentano nel mondo dell’ignoto?
Il nostro primo obiettivo è fargli esaurire tutte le vecchie soluzioni che ha in tasca, il vecchio modo di affrontare la vita e le situazioni che non sono adatte a far fronte alle sfide che gli si pongono davanti.
Si tratta della cosiddetta “fase di salita” e occuperà la prima parte del secondo atto.
Il nostro primo obiettivo è fargli esaurire tutte le vecchie soluzioni che ha in tasca, il vecchio modo di affrontare la vita e le situazioni che non sono adatte a far fronte alle sfide che gli si pongono davanti.
Si tratta della cosiddetta “fase di salita” e occuperà la prima parte del secondo atto.
Le sfide

Da ricordare – Le sfide
Serie di avvenimenti che si propongono all’eroe; ogni sfida (ordinata, logica e consequenziale nella sua architettura con quella precedente) rappresenta un ostacolo tra il protagonista e la risoluzione di un conflitto utile a risolvere quello principale del plot e conquistare la posta in gioco.
La sconfitta è di norma determinata dal suo difetto fatale; le vittorie sono illusorie e servono per “seminare” possibili sconfitte ancora più brucianti.
La sconfitta è di norma determinata dal suo difetto fatale; le vittorie sono illusorie e servono per “seminare” possibili sconfitte ancora più brucianti.
Facciamo un esempio che possa rendere chiaro quanto scritto.
Il tuo eroe non accetta subito il cambiamento (se no risolverebbe i suoi conflitti, raggiungerebbe il plot e la storia finirebbe…), bensì gli resiste.
Il protagonista continuerà a fallire oppure vincere alcune sfide (vittorie illusorie che sembrano dargli respiro, e che invece gli procurano ancora più guai) perché utilizzerà il suo vecchio “io”, invece che darsi da fare per rinnovarsi e portare il suo cambiamento interno al plot esterno.
Non solo: le sfide possono avere un valore di creazione del personaggio (es.: le prime missioni di Bruce Wayne in Batman Begins, che lo porteranno a studiare e ottenere il suo “costume” definitivo, che risolve i problemi riscontrati).
Il protagonista continuerà a fallire oppure vincere alcune sfide (vittorie illusorie che sembrano dargli respiro, e che invece gli procurano ancora più guai) perché utilizzerà il suo vecchio “io”, invece che darsi da fare per rinnovarsi e portare il suo cambiamento interno al plot esterno.
Non solo: le sfide possono avere un valore di creazione del personaggio (es.: le prime missioni di Bruce Wayne in Batman Begins, che lo porteranno a studiare e ottenere il suo “costume” definitivo, che risolve i problemi riscontrati).
Facciamo un esempio per spiegare meglio il concetto di sconfitte/vittorie illusorie.
Nel film Kramer contro Kramer, il protagonista, assorbito completamente dal lavoro e dalla carriera, viene abbandonato improvvisamente dalla sua compagna insieme al figlio piccolo.
La scena della sua prima sfida (preparare la colazione per il suo bambino) è un ottimo esempio di protagonista alle prese con il suo difetto fatale, come accennato anche nel saggio “L’arco di trasformazione del personaggio” di Dara Marks.
I suoi pensieri sono assorbiti dal lavoro e dalla promozione imminente; inoltre, sta ancora elaborando il lutto della separazione.
Nel film Kramer contro Kramer, il protagonista, assorbito completamente dal lavoro e dalla carriera, viene abbandonato improvvisamente dalla sua compagna insieme al figlio piccolo.
La scena della sua prima sfida (preparare la colazione per il suo bambino) è un ottimo esempio di protagonista alle prese con il suo difetto fatale, come accennato anche nel saggio “L’arco di trasformazione del personaggio” di Dara Marks.
I suoi pensieri sono assorbiti dal lavoro e dalla promozione imminente; inoltre, sta ancora elaborando il lutto della separazione.
Il conflitto è già palese: come far combaciare la sua vita immersa nel lavoro con la sua responsabilità di padre?
Tutto va a rotoli: il pane immerso nelle uova e nel latte (ricetta che è palese non conoscesse) si brucia; il bambino gli dice dove sono le pentole, facendogli pesare senza volerlo le sue continue assenze nella backstory (accennate nell’ultimo rifugio). Le rassicurazioni che balbetta al bambino (ma più a se stesso) si scontrano contro la dura realtà: non è in grado di badare a suo figlio, non alle stesse condizioni della sua vecchia vita, prima che il turning point (sua moglie che lo abbandona) fosse palese.
La sfida di preparare la colazione è fallita: Kramer comincia a soffrire e avvicinarsi al punto in cui rischia di essere distrutto.
Tutto va a rotoli: il pane immerso nelle uova e nel latte (ricetta che è palese non conoscesse) si brucia; il bambino gli dice dove sono le pentole, facendogli pesare senza volerlo le sue continue assenze nella backstory (accennate nell’ultimo rifugio). Le rassicurazioni che balbetta al bambino (ma più a se stesso) si scontrano contro la dura realtà: non è in grado di badare a suo figlio, non alle stesse condizioni della sua vecchia vita, prima che il turning point (sua moglie che lo abbandona) fosse palese.
La sfida di preparare la colazione è fallita: Kramer comincia a soffrire e avvicinarsi al punto in cui rischia di essere distrutto.
La sfida si complica: il suo datore di lavoro chiede la sua collaborazione per un lavoro importante 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Kramer gliela promette, ma deve andare a prendere il bambino a scuola. Il protagonista sa già che non potrà mantenere la promessa.
La situazione si aggrava sempre di più: la speranza che sua moglie possa tornare si infrange con una lettera e il bambino lamenta mancanza di puntualità.
Kramer si presenta in ritardo in ufficio, ritarda le consegne e le sue vicissitudini familiari entrano sempre più nel lavoro. I suoi tentativi di portare avanti il compito affidatogli diventano sempre più esili: non ce la fa, non ha tempo, è troppo impegnato. Questo lo rende nevrotico con il figlio e nervoso al lavoro.
Il protagonista ha a che fare con il suo difetto fatale, e non riesce a sconfiggerlo. Pretende di risolvere i suoi problemi con il suo vecchio “io”.
La situazione si aggrava sempre di più: la speranza che sua moglie possa tornare si infrange con una lettera e il bambino lamenta mancanza di puntualità.
Kramer si presenta in ritardo in ufficio, ritarda le consegne e le sue vicissitudini familiari entrano sempre più nel lavoro. I suoi tentativi di portare avanti il compito affidatogli diventano sempre più esili: non ce la fa, non ha tempo, è troppo impegnato. Questo lo rende nevrotico con il figlio e nervoso al lavoro.
Il protagonista ha a che fare con il suo difetto fatale, e non riesce a sconfiggerlo. Pretende di risolvere i suoi problemi con il suo vecchio “io”.
Non c’è nulla che vada per il verso giusto: il suo capo lo riprende, lui sgrida e litiga con suo figlio, che poi a causa di una sua disattenzione si fa male.
Il loro legame si rafforza, ma i problemi di Kramer si aprono anche su un altro fronte: non è più solo il suo lavoro a rischio, la moglie dopo più di un anno torna e chiede la custodia del figlio.
Il loro colloquio è la sfida centrale, la lotta tra le due parti, e Kramer “perde”.
Si presuppone un midpoint oscuro: la preparazione della causa legale, gli avvocati che si frappongono come fattore di rischio tra lui e suo figlio.
Il loro legame si rafforza, ma i problemi di Kramer si aprono anche su un altro fronte: non è più solo il suo lavoro a rischio, la moglie dopo più di un anno torna e chiede la custodia del figlio.
Il loro colloquio è la sfida centrale, la lotta tra le due parti, e Kramer “perde”.
Si presuppone un midpoint oscuro: la preparazione della causa legale, gli avvocati che si frappongono come fattore di rischio tra lui e suo figlio.
Non esiste pace, sotto nessun fronte, solo continue sfide che tirano l’elastico fino a farlo spezzare. In pratica, l’eroe rifiuta il cambiamento.
Agisce secondo le sue vecchie impostazioni, e questo lo porta a una serie di inevitabili catastrofi (che devono essere ben studiate e consequenziali).
Ogni volta che fallisce, la situazione peggiora, e la posta in gioco diventa sempre più drammatizzata: non solo Kramer dovrà cercare di mettere in ordine la sua nuova vita, ora rischia perfino che la moglie gli porti via il bambino.
Il protagonista dovrà cambiare se non vuole essere fatto a pezzi dalla vita.
Questa è la prima parte del secondo atto, che dal turning point passa per questo momento di salita (le sfide, appunto) fino ad arrivare alla prova centrale e al midpoint, che rappresenta la metà del romanzo.
Agisce secondo le sue vecchie impostazioni, e questo lo porta a una serie di inevitabili catastrofi (che devono essere ben studiate e consequenziali).
Ogni volta che fallisce, la situazione peggiora, e la posta in gioco diventa sempre più drammatizzata: non solo Kramer dovrà cercare di mettere in ordine la sua nuova vita, ora rischia perfino che la moglie gli porti via il bambino.
Il protagonista dovrà cambiare se non vuole essere fatto a pezzi dalla vita.
Questa è la prima parte del secondo atto, che dal turning point passa per questo momento di salita (le sfide, appunto) fino ad arrivare alla prova centrale e al midpoint, che rappresenta la metà del romanzo.
In “Matrix”, Neo viene battuto da Morpheus nella lotta libera, quando era certo di conoscere le arti marziali. Si schianta contro il cemento nel tentativo di fare un salto che avrebbe sfidato la gravità.
Il protagonista è ancora legato alle vecchie condizioni mentali che impongono la regola che è impossibile fare un salto del genere. Morpheus (il suo mentore) cerca di fargli intravedere la strada (“libera la tua mente”), ma Neo, pur essendo l’Eletto, inevitabilmente fallisce.
Dovrai ideare per il tuo protagonista una serie di sfide in cui fallirà (o avrà solo l’erronea sensazione di aver trionfato, per vedere poco dopo tutte le sue immaginarie conquiste frantumarsi).
È meglio che le sfide diventino sempre più importanti, e mano a mano che le fallisce la minaccia alla posta in gioco si alzi di un gradino, fino a diventare enorme.
Il protagonista è ancora legato alle vecchie condizioni mentali che impongono la regola che è impossibile fare un salto del genere. Morpheus (il suo mentore) cerca di fargli intravedere la strada (“libera la tua mente”), ma Neo, pur essendo l’Eletto, inevitabilmente fallisce.
Dovrai ideare per il tuo protagonista una serie di sfide in cui fallirà (o avrà solo l’erronea sensazione di aver trionfato, per vedere poco dopo tutte le sue immaginarie conquiste frantumarsi).
È meglio che le sfide diventino sempre più importanti, e mano a mano che le fallisce la minaccia alla posta in gioco si alzi di un gradino, fino a diventare enorme.
Abbiamo detto che la prima parte del secondo atto serve a spingere il protagonista al punto di rottura, cioè l’esaurimento di tutte le soluzioni “preconfezionate” del suo modo di essere per raggiungere il plot. Una serie di fallimenti o finte vittorie lo stremerà.
Sì, ma quando dobbiamo fermarci? Quando abbiamo la netta sensazione che l’ultima sfida sia stata così potente da causare la rottura dell’elastico, cioè il punto di sutura del personaggio, o l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, allora possiamo pensare con qualche certezza di aver concluso questa fase del romanzo.
Arriva in nostro aiuto la prova centrale: attraverso questa sfida, si può dare vita a un midpoint lucente (ovvero una fase in cui l’eroe si illude di avere la vittoria in mano) oppure un midpoint oscuro (l’eroe ha perso e crede di non avere alcuna speranza di vittoria).
Alla fine della fase delle sfide, la prova centrale molto spesso si propone naturalmente: la vedremo nella prossima parte di questa lezione.
Sì, ma quando dobbiamo fermarci? Quando abbiamo la netta sensazione che l’ultima sfida sia stata così potente da causare la rottura dell’elastico, cioè il punto di sutura del personaggio, o l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, allora possiamo pensare con qualche certezza di aver concluso questa fase del romanzo.
Arriva in nostro aiuto la prova centrale: attraverso questa sfida, si può dare vita a un midpoint lucente (ovvero una fase in cui l’eroe si illude di avere la vittoria in mano) oppure un midpoint oscuro (l’eroe ha perso e crede di non avere alcuna speranza di vittoria).
Alla fine della fase delle sfide, la prova centrale molto spesso si propone naturalmente: la vedremo nella prossima parte di questa lezione.
L’ideazione della serie di sfide che spezzano l’identità del personaggio deve includere anche i personaggi principali che hai ideato nella precedente lezione.
Man mano che architetti le scene, potresti trovare altri personaggi che affiancano il protagonista nel suo viaggio: possono essere nuovi alleati o “emissari del male” o l’antagonista (l’ombra del protagonista).
Ti invitiamo a “intervistare” i nuovi arrivati nel set del tuo romanzo e preparare per loro una scheda del personaggio.
Inoltre, precedenti personaggi potrebbero subire cambiamenti di non poco conto: in questo caso, ritorna sulle loro schede già compilate e inserisci tutti i cambiamenti che la tua immaginazione ha prospettato per loro.
Man mano che architetti le scene, potresti trovare altri personaggi che affiancano il protagonista nel suo viaggio: possono essere nuovi alleati o “emissari del male” o l’antagonista (l’ombra del protagonista).
Ti invitiamo a “intervistare” i nuovi arrivati nel set del tuo romanzo e preparare per loro una scheda del personaggio.
Inoltre, precedenti personaggi potrebbero subire cambiamenti di non poco conto: in questo caso, ritorna sulle loro schede già compilate e inserisci tutti i cambiamenti che la tua immaginazione ha prospettato per loro.
Fermati quando avrai l’impressione di essere giunto a una sfida aperta tra protagonista e “antagonista” (che sia interno o esterno).
Ti ricordiamo la possibilità di prenotare una consulenza se ti senti in difficoltà o hai bisogno di ulteriori consigli e suggerimenti basati sulla natura della tua storia.
Ti ricordiamo la possibilità di prenotare una consulenza se ti senti in difficoltà o hai bisogno di ulteriori consigli e suggerimenti basati sulla natura della tua storia.
Il punto centrale (midpoint)

Da ricordare – Il percorso dell’arco di trasformazione
Le sfide precedenti portano allo scontro diretto tra le forze del “bene” e quelle del “male”. Mai queste due forze si sono incontrate, fino a questo punto, in modo così aperto.
Come al solito, entriamo nel dettaglio per chiarire meglio il tutto.
Il punto centrale è il primo momento di vero “scontro” tra le forze in gioco.
Vediamo a che punto è l’arco di trasformazione del protagonista.
L’eroe ha terminato tutte le soluzioni a sua disposizione offerte dal suo vecchio modo di essere (difetto fatale compreso), ma rispetto all’inizio del primo atto c’è un cambiamento dentro di lui.
Non è già più la stessa persona di prima: qualcosa si è spezzato, e non si torna indietro.
Vediamo a che punto è l’arco di trasformazione del protagonista.
L’eroe ha terminato tutte le soluzioni a sua disposizione offerte dal suo vecchio modo di essere (difetto fatale compreso), ma rispetto all’inizio del primo atto c’è un cambiamento dentro di lui.
Non è già più la stessa persona di prima: qualcosa si è spezzato, e non si torna indietro.
Kramer è in causa con la moglie per l’affido del figlio e perde il lavoro: tutto sembra andare a rotoli. Il suo vecchio io però è già cambiato e riesce a trovare in 24 ore un nuovo lavoro buttando alle ortiche tutto ciò che aveva conquistato e accontentandosi di un posto più modesto, meno remunerativo. Tutto, pur di non perdere suo figlio. Dov’è finito il vecchio leone in carriera?
Neo è convinto di non essere l’Eletto, ma parte per cercare di salvare Morpheus, caduto nelle mani nel nemico e non solo: lo aiuta buttandosi da un aereo. Niente male, per il ragazzo hacker che soffriva di vertigini e che non riusciva a fare un salto molto più modesto all’inizio della sua avventura.
Neo è convinto di non essere l’Eletto, ma parte per cercare di salvare Morpheus, caduto nelle mani nel nemico e non solo: lo aiuta buttandosi da un aereo. Niente male, per il ragazzo hacker che soffriva di vertigini e che non riusciva a fare un salto molto più modesto all’inizio della sua avventura.
Il midpoint non esiste solo per favorire questa presa di coscienza, di illuminazione.
Il momento centrale causa anche delle conseguenze che devono essere importanti all’interno della vicenda; portano strascichi per tutto il resto della storia.
Nel caso tu stessi progettando una tragedia, il midpoint è uno dei punti più importanti.
I pareri in questo caso sono contrastanti, noi ti invitiamo a pensare che il cambiamento e l’illuminazione devono comunque scattare all’interno di questa fase, ma che, al contrario di un arco eroico, esse siano polarizzate in negativo: l’eroe peggiora nella gestione del suo difetto, anzi lo rimarca con ancora più forza, con tutte le conseguenze negative che lo porteranno alla sconfitta.
Il momento centrale causa anche delle conseguenze che devono essere importanti all’interno della vicenda; portano strascichi per tutto il resto della storia.
Nel caso tu stessi progettando una tragedia, il midpoint è uno dei punti più importanti.
I pareri in questo caso sono contrastanti, noi ti invitiamo a pensare che il cambiamento e l’illuminazione devono comunque scattare all’interno di questa fase, ma che, al contrario di un arco eroico, esse siano polarizzate in negativo: l’eroe peggiora nella gestione del suo difetto, anzi lo rimarca con ancora più forza, con tutte le conseguenze negative che lo porteranno alla sconfitta.
Due modi diversi per arrivare a una stessa illuminazione: è il suo difetto fatale a impedirgli di farcela.
Il protagonista si guarda indietro e intuisce che, per togliersi dai guai e conquistare la posta in gioco, qualcosa in lui deve cambiare.
Il midpoint quindi rivela la verità definitiva al protagonista, e apre la scena per la seconda metà della storia.
Il protagonista si guarda indietro e intuisce che, per togliersi dai guai e conquistare la posta in gioco, qualcosa in lui deve cambiare.
Il midpoint quindi rivela la verità definitiva al protagonista, e apre la scena per la seconda metà della storia.
Le sfide, per quanto possano provocare la sofferenza della rottura dell’identità precedente, portano in grembo anche l’ipotesi del cambiamento: una sorta di nuova consapevolezza.
È ancora troppo presto per considerarlo un vero e proprio cambiamento radicale, ma tutto si dispone affinché si arrivi a questo obiettivo.
In qualche modo questo dato di fatto è da considerare per visualizzare con più precisione quale sarà il risultato della sfida centrale.
L’eroe potrebbe riportare una vittoria o una sconfitta e l’esito di questo scontro influenzerà anche la successiva fase, tra poco vedremo come.
È ancora troppo presto per considerarlo un vero e proprio cambiamento radicale, ma tutto si dispone affinché si arrivi a questo obiettivo.
In qualche modo questo dato di fatto è da considerare per visualizzare con più precisione quale sarà il risultato della sfida centrale.
L’eroe potrebbe riportare una vittoria o una sconfitta e l’esito di questo scontro influenzerà anche la successiva fase, tra poco vedremo come.
Devi scegliere con attenzione, valutando l’impatto che il risultato provocherebbe sul protagonista.
Per esempio, potrebbe darsi che nel tuo romanzo, fino ad ora, non gliene sia andata bene una: in questo caso, una inaspettata vittoria potrebbe infondergli speranza. In fondo, tutti i suoi sforzi a qualcosa sono serviti, anche se la posta in gioco drammatizzata è ancora tutta da conquistare.
Al contrario, l’eroe potrebbe averla avuta vinta nelle sfide precedenti: in questo caso potrebbe essere venuto il momento di dimostrargli che tutto ciò che crede di aver conquistato sia solo un’illusione. La sfida centrale è perfetta per questo compito.
Ovviamente, non dipende solo dall’esito delle precedenti sfide: bisogna considerare il carattere del personaggio, la posta in gioco e a che punto di “maturazione interiore” si trova.
Per esempio, potrebbe darsi che nel tuo romanzo, fino ad ora, non gliene sia andata bene una: in questo caso, una inaspettata vittoria potrebbe infondergli speranza. In fondo, tutti i suoi sforzi a qualcosa sono serviti, anche se la posta in gioco drammatizzata è ancora tutta da conquistare.
Al contrario, l’eroe potrebbe averla avuta vinta nelle sfide precedenti: in questo caso potrebbe essere venuto il momento di dimostrargli che tutto ciò che crede di aver conquistato sia solo un’illusione. La sfida centrale è perfetta per questo compito.
Ovviamente, non dipende solo dall’esito delle precedenti sfide: bisogna considerare il carattere del personaggio, la posta in gioco e a che punto di “maturazione interiore” si trova.
Nel film “Il Fuggitivo”, il chirurgo Kimble, accusato ingiustamente dell’omicidio della moglie, nella sfida centrale scappa nelle fogne dal suo inseguitore, il marshall Gerard.
Nelle sfide precedenti, il protagonista ha “subito” molto: è un uomo senza strumenti, poco avvezzo alla vita criminale e braccato.
Davanti all’uscita delle fogne, decide di buttarsi nella cascata, pur di non cadere nelle mani della polizia.
In qualche modo, questa sfida centrale è stata vinta da lui: è riuscito di nuovo a scappare davanti alla pistola puntata del suo nemico (lotta tra “bene” e “male”).
Nelle sfide precedenti, il protagonista ha “subito” molto: è un uomo senza strumenti, poco avvezzo alla vita criminale e braccato.
Davanti all’uscita delle fogne, decide di buttarsi nella cascata, pur di non cadere nelle mani della polizia.
In qualche modo, questa sfida centrale è stata vinta da lui: è riuscito di nuovo a scappare davanti alla pistola puntata del suo nemico (lotta tra “bene” e “male”).
Nel film “Prova a prendermi”, l’abile falsario e truffatore Frank Abagnale l’ha sempre fatta franca: ogni suo piano sembra riuscire, ma quando un agente dell’FBI si mette sulle sue tracce, è costretto ad abbandonare la ragazza della quale si è innamorato per poter fuggire.
Ogni sua vittoria viene smascherata, ogni furbata viene portata alla luce: le sue vittorie precedenti sono state illusorie, il castello di carte crolla proprio nel momento in cui sentiva di potersi sistemare.
Perde tutto ed è costretto a fare i conti con le scelte sbagliate che ha fatto nella sua vita.
Come vedi, l’esito della sfida centrale dipende dalla tua storia, dalle sfide della prima parte dell’arco del tuo personaggio, dagli accadimenti precedenti e a quello che serve al tuo personaggio per poter arrivare al vero cambiamento interiore.
Ogni sua vittoria viene smascherata, ogni furbata viene portata alla luce: le sue vittorie precedenti sono state illusorie, il castello di carte crolla proprio nel momento in cui sentiva di potersi sistemare.
Perde tutto ed è costretto a fare i conti con le scelte sbagliate che ha fatto nella sua vita.
Come vedi, l’esito della sfida centrale dipende dalla tua storia, dalle sfide della prima parte dell’arco del tuo personaggio, dagli accadimenti precedenti e a quello che serve al tuo personaggio per poter arrivare al vero cambiamento interiore.
Il secondo atto di una storia equivale molto spesso a guidare in mezzo a una nebbia molto fitta. Qualcosa si vede, ma si ha bisogno dei fendinebbia per condurre la macchina in sicurezza.
L’editor, in fase di strutturazione della tua storia, fa proprio questo: è un professionista che ti aiuta a gettare luce sulla trama.
Questo vuol dire lavorare in affiancamento ed è il modo in cui noi della Via del Romanzo gestiamo l’editing: al termine del Forgiastorie ti aiutiamo a finalizzare la struttura e ti accompagniamo nella stesura della tua opera, editando un capitolo alla volta man mano che procedi nella stesura, in modo da non lasciare nulla al caso – o al caos.
La cosa più bella è che avrai a disposizione ben DUE editor, un team che accompagnerà la tua penna e la tua storia dall’inizio alla fine!
L’editor, in fase di strutturazione della tua storia, fa proprio questo: è un professionista che ti aiuta a gettare luce sulla trama.
Questo vuol dire lavorare in affiancamento ed è il modo in cui noi della Via del Romanzo gestiamo l’editing: al termine del Forgiastorie ti aiutiamo a finalizzare la struttura e ti accompagniamo nella stesura della tua opera, editando un capitolo alla volta man mano che procedi nella stesura, in modo da non lasciare nulla al caso – o al caos.
La cosa più bella è che avrai a disposizione ben DUE editor, un team che accompagnerà la tua penna e la tua storia dall’inizio alla fine!
Ora prova tu.
Esercizio 5.2
Architetta il punto centrale.
Ricorda: il tuo personaggio non ha ancora battuto il suo difetto fatale, il suo cambiamento non è completo, ma sente una sorta di “illuminazione” in arrivo, una nuova consapevolezza.
Ricorda: il tuo personaggio non ha ancora battuto il suo difetto fatale, il suo cambiamento non è completo, ma sente una sorta di “illuminazione” in arrivo, una nuova consapevolezza.
Procedi solo dopo aver ottenuto un risultato che ti soddisfa. Ricorda che puoi prenotare una consulenza per fare in modo che il secondo atto della tua storia rispetti i parametri strutturali di qualità necessari per scrivere un grande romanzo.
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