1 – Apriamo la fucina
Come nasce un romanzo? Due metodi pratici.
I tre pilastri di una storia: plot, protagonista/i, ambientazioni.
I tre pilastri di una storia: plot, protagonista/i, ambientazioni.
Scorri le slide della lezione ->

1- Apriamo la fucina
Come nasce un romanzo? Due metodi pratici
I tre pilastri di una storia: plot, protagonista/i, ambientazioni
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Eccoci dentro al Forgiastorie!
In questa prima sessione vedremo come nasce un romanzo e analizzeremo i tre pilastri di una storia; come alla fine di ogni sessione, avrai a disposizione gli esercizi scaricabili per mettere in pratica la teoria all’architettura del tuo romanzo.
Mano al martello e mettiamoci al lavoro! Rispondiamo subito a due domande fondamentali.
In questa prima sessione vedremo come nasce un romanzo e analizzeremo i tre pilastri di una storia; come alla fine di ogni sessione, avrai a disposizione gli esercizi scaricabili per mettere in pratica la teoria all’architettura del tuo romanzo.
Mano al martello e mettiamoci al lavoro! Rispondiamo subito a due domande fondamentali.
- Come nasce un romanzo?
- Quali sono i tre pilastri sui quali si regge?
Un romanzo può nascere principalmente in due modi:
- partendo da un personaggio e intessendo la trama in modo da obbligarlo ad affrontare un lato del suo carattere chiamato “difetto fatale” (tra poco saprai di cosa si tratta)
- partendo da un’idea di storia e ideando un protagonista che debba affrontarla sconfiggendo il “difetto fatale” creato ad hoc
Il difetto fatale è un particolare lato del carattere del protagonista che rende complesso il raggiungimento del suo obiettivo nella storia.
Scegli tu quale dei due modi utilizzare: in questa prima parte acquisirai le conoscenze per procedere in entrambi i modi e li applicherai da subito al tuo romanzo!
Scegli tu quale dei due modi utilizzare: in questa prima parte acquisirai le conoscenze per procedere in entrambi i modi e li applicherai da subito al tuo romanzo!

Da ricordare – Il difetto fatale
Il difetto fatale è un particolare lato del carattere del protagonista che rende complesso il raggiungimento del suo obiettivo nella storia.
Facciamo un paio di esempi di abbozzi di storia utilizzando i due modi che ti abbiamo indicato, chiarendo anche che cos’è il difetto fatale.
Se voglio parlare di una persona avara (caso 1: partenza dal difetto fatale del protagonista), creo una trama in cui rischia di perdere tutto e in cui debba superare questo difetto per far sì che non accada.
Per esempio, a causa di sotterfugi per guadagnare di più, perde la casa e si ritrova a dover vivere di poco, imparando che non è la ricchezza che conta.
Se voglio parlare della lotta per il potere (caso 2: partenza da un’idea), creo un protagonista che abbia una vita e un difetto fatale che lo costringa a sconfiggerlo per riuscire a realizzarsi.
Per esempio, scopre che non è il potere che conta, ma la famiglia o gli amici, un amore ecc.
Avrai chiaro ora come il difetto fatale, in entrambi i casi, debba essere al centro della tua architettura iniziale.
Per esempio, a causa di sotterfugi per guadagnare di più, perde la casa e si ritrova a dover vivere di poco, imparando che non è la ricchezza che conta.
Se voglio parlare della lotta per il potere (caso 2: partenza da un’idea), creo un protagonista che abbia una vita e un difetto fatale che lo costringa a sconfiggerlo per riuscire a realizzarsi.
Per esempio, scopre che non è il potere che conta, ma la famiglia o gli amici, un amore ecc.
Avrai chiaro ora come il difetto fatale, in entrambi i casi, debba essere al centro della tua architettura iniziale.
Se utilizzi il Forgiastorie per dare una “sistemata” a un’architettura che hai già pensato, ti consigliamo di valutare con grande attenzione il difetto fatale del protagonista, cercando di capire se esso sia al centro della narrazione e se la risoluzione della storia dipenda da esso e dal cambiamento necessario al protagonista per superarlo.
Se invece utilizzi il Forgiastorie per imbastire una storia dal principio, utilizza pure uno dei due metodi che ti abbiamo proposto.
Se al momento non ti viene in mente nulla, non preoccuparti e prosegui al prossimo step di questa lezione.
Presto arriveranno i primi esercizi, che ti aiuteranno nell’applicazione dei concetti.
Se invece utilizzi il Forgiastorie per imbastire una storia dal principio, utilizza pure uno dei due metodi che ti abbiamo proposto.
Se al momento non ti viene in mente nulla, non preoccuparti e prosegui al prossimo step di questa lezione.
Presto arriveranno i primi esercizi, che ti aiuteranno nell’applicazione dei concetti.
I tre pilastri di una storia: plot, protagonista/i, ambientazioni
Andiamo ora a fare una breve panoramica delle caratteristiche che trasformano un’idea, vaga o precisa che sia, nelle prima fondamenta di una storia completa.
Ognuno dei seguenti elementi è importante per tenere in piedi l’intera architettura di un romanzo: dobbiamo tenere conto di tutti e svilupparli in maniera adeguata a seconda dei bisogni della tua storia.
1- Il plot
2- Protagonista/i
3- L’ambientazione
La cosa più importante è armonizzare tra di loro questi capisaldi. Vediamo insieme le loro definizioni e come evitare la predominanza di uno sugli altri.
1- Il plot
2- Protagonista/i
3- L’ambientazione
La cosa più importante è armonizzare tra di loro questi capisaldi. Vediamo insieme le loro definizioni e come evitare la predominanza di uno sugli altri.

Da ricordare – Il plot principale
Si tratta della trama della storia, degli avvenimenti principali.
All’interno di questo “contenitore” coesistono le altre fondamenta.
All’interno di questo “contenitore” coesistono le altre fondamenta.
Facciamo un esempio per rendere il concetto più chiaro.
Possiamo pensare al plot (cioè la trama della tua storia) come a un pianeta abitabile.
Le caratteristiche che lo rendono “adatto alla vita” (cioè alla tua storia) sono importanti tanto quanto il pianeta stesso: acqua, aria, atmosfera, montagne (ambientazioni) e le caratteristiche delle creature che lo abitano (personaggi).
Nessuna creatura potrebbe abitare questo pianeta senza terra, acqua, ossigeno, atmosfera; senza questi ultimi non ci sarebbe nemmeno il pianeta, che da essi prende le sue caratteristiche.
Nelle prossime lezioni vedremo quali sono le linee guida per creare una trama che possa essere efficace, utilizzando la struttura aristotelica classica in tre atti.
Le caratteristiche che lo rendono “adatto alla vita” (cioè alla tua storia) sono importanti tanto quanto il pianeta stesso: acqua, aria, atmosfera, montagne (ambientazioni) e le caratteristiche delle creature che lo abitano (personaggi).
Nessuna creatura potrebbe abitare questo pianeta senza terra, acqua, ossigeno, atmosfera; senza questi ultimi non ci sarebbe nemmeno il pianeta, che da essi prende le sue caratteristiche.
Nelle prossime lezioni vedremo quali sono le linee guida per creare una trama che possa essere efficace, utilizzando la struttura aristotelica classica in tre atti.
Un romanzo di norma è abitato da una serie di personaggi che danno vita alla storia.
Tra questi, il protagonista è quello più impegnativo dal punto di vista strutturale.
Tra questi, il protagonista è quello più impegnativo dal punto di vista strutturale.

Da ricordare – Il protagonista
Il protagonista è un personaggio principale in possesso di alcune caratteristiche che lo distinguono:
- Come abbiamo già detto, è in possesso di un difetto fatale
- Sarà lui/lei a dover compiere l’arco di trasformazione (ne parleremo diffusamente in seguito)
- Dalle sue azioni e scelte dipende l’esito dell’intera trama e quindi il destino di se stesso e/o di più persone o dell’intero mondo narrativo
Concentriamoci per un momento sul difetto fatale.
Da subito ci rendiamo conto di quanto debba essere armonizzato con la trama della storia.
Il plot, cioè la trama, contiene l’obiettivo del protagonista; il protagonista contiene il difetto fatale che gli impedisce di raggiungere lo stesso obiettivo.
È chiaro che se questi due elementi non sono ben armonizzati, il risultato finale potrebbe essere confusionario e poco incisivo.
Facciamo qualche esempio.
Da subito ci rendiamo conto di quanto debba essere armonizzato con la trama della storia.
Il plot, cioè la trama, contiene l’obiettivo del protagonista; il protagonista contiene il difetto fatale che gli impedisce di raggiungere lo stesso obiettivo.
È chiaro che se questi due elementi non sono ben armonizzati, il risultato finale potrebbe essere confusionario e poco incisivo.
Facciamo qualche esempio.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Ritrovare la figlia data per morta.
Difetto fatale della protagonista:
È egoista e indifferente.
In cosa consiste l’armonizzazione dell’obiettivo e del difetto fatale?
Il fatto di essere anaffettiva nei confronti della figlia costringerà la madre a cambiare per trovare la figlia e mantenere viva la speranza quando tutti intorno a lei non ne hanno.
I due elementi, pur viaggiando su due binari separati, corrono nella stessa direzione.
Il fatto di essere anaffettiva nei confronti della figlia costringerà la madre a cambiare per trovare la figlia e mantenere viva la speranza quando tutti intorno a lei non ne hanno.
I due elementi, pur viaggiando su due binari separati, corrono nella stessa direzione.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Il giovane protagonista vuole diventare un grande attore.
Difetto fatale del protagonista:
È insicuro.
L’insicurezza sarà un difetto fatale da affrontare e superare per poter calcare palchi importanti. Anche in questo caso gli elementi comunicano tra di loro in strettissima sinergia.
Fino ad ora abbiamo parlato di un singolo protagonista all’interno di una storia; ma com’è possibile gestirne più di uno?
Ci sono due metodi per procedere.
Non sono gli unici per integrare insieme più protagonisti, ma sono efficaci e immediati.
Ci sono due metodi per procedere.
Non sono gli unici per integrare insieme più protagonisti, ma sono efficaci e immediati.
1- Parti da uno di essi, quello che per te è il più facile da tratteggiare, e imbastisci il plot (la trama) in base ai suoi obiettivi e difetto fatale.
Una volta delineati questi, plasma gli altri protagonisti in modo che abbiano desideri e difetti fatali che creino tensione drammatica all’interno di quello specifico plot. Ideale (ma non obbligatorio) nel caso di una coppia di protagonisti o di due protagonisti che sono l’antagonista l’uno dell’altro.
2- Parti dall’idea della storia e tratteggia ogni protagonista in modo che i suoi desideri e difetti fatali creino tensione drammatica all’interno di quella specifica storia.
Attenzione però a non creare dei cloni. Ogni protagonista deve avere caratteristiche, obiettivi e difetto fatale specifici, diversi dagli altri, anche se si ritroveranno ad affrontare lo stesso obiettivo esterno.
Ideale (ma non obbligatorio) nel caso di un gruppo che si ritrova coinvolto nella stessa avventura.
Una volta delineati questi, plasma gli altri protagonisti in modo che abbiano desideri e difetti fatali che creino tensione drammatica all’interno di quello specifico plot. Ideale (ma non obbligatorio) nel caso di una coppia di protagonisti o di due protagonisti che sono l’antagonista l’uno dell’altro.
2- Parti dall’idea della storia e tratteggia ogni protagonista in modo che i suoi desideri e difetti fatali creino tensione drammatica all’interno di quella specifica storia.
Attenzione però a non creare dei cloni. Ogni protagonista deve avere caratteristiche, obiettivi e difetto fatale specifici, diversi dagli altri, anche se si ritroveranno ad affrontare lo stesso obiettivo esterno.
Ideale (ma non obbligatorio) nel caso di un gruppo che si ritrova coinvolto nella stessa avventura.
Esiste anche un altro metodo per l’ideazione di una storia con due protagonisti, che potremmo definire “polarizzato”.
Cosa vuol dire?
In questo caso, i due protagonisti hanno un difetto fatale contrario l’uno con l’altro, o meglio, due declinazioni spesso in contrapposizione, due facce della stessa medaglia (ad esempio, il rapporto con la Vita).
Ecco un esempio: nel film “Arma Letale” il sergente Murtaugh è un padre di famiglia alle soglie della pensione. È un uomo tranquillo e pacifico, vuole solo tenersi fuori dai guai per potersi ritirare dal lavoro e vivere con la sua famiglia. La sua mancanza di mordente, però gli impedisce di essere abbastanza incisivo nella conduzione di un caso (difetto fatale).
Cosa vuol dire?
In questo caso, i due protagonisti hanno un difetto fatale contrario l’uno con l’altro, o meglio, due declinazioni spesso in contrapposizione, due facce della stessa medaglia (ad esempio, il rapporto con la Vita).
Ecco un esempio: nel film “Arma Letale” il sergente Murtaugh è un padre di famiglia alle soglie della pensione. È un uomo tranquillo e pacifico, vuole solo tenersi fuori dai guai per potersi ritirare dal lavoro e vivere con la sua famiglia. La sua mancanza di mordente, però gli impedisce di essere abbastanza incisivo nella conduzione di un caso (difetto fatale).
Riggs, appena trasferito dalla narcotici, è esattamente il contrario: scavezzacollo e depresso, è incline all’autodistruzione. Le sue azioni sono avventate, pericolose, istintive e al limite (se non decisamente oltre) il regolamento. Il suo atteggiamento forse ferma i criminali in maniera più efficace, ma nel modo sbagliato: nessuno può essere sopra le regole, soprattutto per chi le deve difendere (difetto fatale contrario rispetto a quello dell’altro protagonista).
Questi due personaggi nel film dovranno lavorare insieme: ecco che il divertimento e i conflitti sono garantiti da entrambi i punti di vista dei personaggi, e il cambiamento interno che dovranno affrontare per risolvere la missione converge verso un punto intermedio di equilibrio.
Questi due personaggi nel film dovranno lavorare insieme: ecco che il divertimento e i conflitti sono garantiti da entrambi i punti di vista dei personaggi, e il cambiamento interno che dovranno affrontare per risolvere la missione converge verso un punto intermedio di equilibrio.
Per chiudere l’argomento “protagonisti multipli”, vogliamo citare anche un altro caso che potrebbe essere utile conoscere: la differenziazione dei personaggi nelle avventure di gruppo.
Se questo è il tuo caso, potresti agire in questo modo:
Se questo è il tuo caso, potresti agire in questo modo:
- Creare per ognuno un diverso difetto fatale (no cloni, presta la massima attenzione a questo!)
- Crea un difetto fatale di gruppo, che funga da “contenitore” per tutti quelli singoli.
Facciamo un esempio per rendere più chiaro il concetto:
Nel film “The Avengers” ognuno dei protagonisti ha un suo difetto fatale: Tony Stark si ritiene superiore agli altri e al di sopra delle regole, Steve Rogers rifiuta ogni infrazione alle regole e agli ordini, Bruce Banner rifiuta Hulk ecc…
I difetti di ognuno rendono impossibile il gioco di squadra, che è il difetto fatale del gruppo, e la trama è stata sviluppata in modo da mostrare una risoluzione del difetto fatale per ognuno dei protagonisti, che andrà poi a risolvere il difetto fatale dell’intero gruppo.
Nel film “The Avengers” ognuno dei protagonisti ha un suo difetto fatale: Tony Stark si ritiene superiore agli altri e al di sopra delle regole, Steve Rogers rifiuta ogni infrazione alle regole e agli ordini, Bruce Banner rifiuta Hulk ecc…
I difetti di ognuno rendono impossibile il gioco di squadra, che è il difetto fatale del gruppo, e la trama è stata sviluppata in modo da mostrare una risoluzione del difetto fatale per ognuno dei protagonisti, che andrà poi a risolvere il difetto fatale dell’intero gruppo.
Tieni conto della modalità in cui intendi procedere ogni volta che parleremo del protagonista.
Noi ne parleremo al singolare, ma tu dovrai lavorare su ognuno di loro.
In caso di difficoltà, puoi prenotare una sessione personalizzata con uno degli editor della Via del Romanzo. Troverai il link “prenota una consulenza” sotto la lezione.
Noi ne parleremo al singolare, ma tu dovrai lavorare su ognuno di loro.
In caso di difficoltà, puoi prenotare una sessione personalizzata con uno degli editor della Via del Romanzo. Troverai il link “prenota una consulenza” sotto la lezione.
Per concludere il discorso su quanti protagonisti inserire nella tua storia, ci teniamo a darti un consiglio con il quale raramente si sbaglia: se sei ai tuoi primi romanzi, l’ideale è avere un solo protagonista. Al massimo due, se proprio non è possibile farne a meno.
Questo perché è fondamentale imparare a gestire questa figura così complessa e importante all’interno di un romanzo, e iniziare con uno o due nelle tue prime storie è la cosa migliore.
Questo perché è fondamentale imparare a gestire questa figura così complessa e importante all’interno di un romanzo, e iniziare con uno o due nelle tue prime storie è la cosa migliore.
Utilizzare solo uno o due protagonisti non vuol dire impoverire il romanzo, anzi, spesso è il contrario.
Guarda quanti esempi di storie di successo: ognuna di esse ha un solo protagonista o al massimo due.
Guarda quanti esempi di storie di successo: ognuna di esse ha un solo protagonista o al massimo due.
- Io sono l’abisso (thriller)
- Hunger Games (distopia)
- Io, robot (fantascienza)
- La strada (post-apocalittico)
- Harry Potter e la pietra filosofale (fantasy)
- Batman Begins (supereroi)
- Uno splendido disastro (romance)
- Twilight (paranormal romance)
Quindi, il nostro consiglio è di partire con una storia che richiede un solo protagonista, o comunque il minor numero possibile, e di farlo per tutti i tuoi primi romanzi.
Una volta automatizzati i processi necessari per ideare la figura del protagonista, potrai aumentare il loro numero in opere più complesse, ma solo dopo aver preso dimestichezza con gli strumenti di base per la creazione di storie.
Una volta automatizzati i processi necessari per ideare la figura del protagonista, potrai aumentare il loro numero in opere più complesse, ma solo dopo aver preso dimestichezza con gli strumenti di base per la creazione di storie.
Finora abbiamo parlato dei primi due materiali fondamentali per la creazione di un romanzo: il plot, con il suo obiettivo, e il protagonista, con il suo difetto fatale.
Come abbiamo detto all’inizio, c’è un terzo tassello, altrettanto fondamentale: le ambientazioni.
Anche nell’ideazione dei luoghi dove si svolge la tua storia è necessaria l’armonia con gli elementi precedenti (obiettivo contenuto nella trama e difetto fatale del protagonista).
Come abbiamo detto all’inizio, c’è un terzo tassello, altrettanto fondamentale: le ambientazioni.
Anche nell’ideazione dei luoghi dove si svolge la tua storia è necessaria l’armonia con gli elementi precedenti (obiettivo contenuto nella trama e difetto fatale del protagonista).

Da ricordare – Le ambientazioni
Si tratta delle caratteristiche del luogo (o dei luoghi, se sono più di uno) dove avviene l’intera storia.
A seconda delle esigenze della storia, essa potrà avere come palcoscenico la realtà come noi la conosciamo oppure un secondary world, cioè un’ambientazione di fantasia che ha caratteristiche tutte sue e che prende solo qualche spunto dal mondo reale.
A seconda delle esigenze della storia, essa potrà avere come palcoscenico la realtà come noi la conosciamo oppure un secondary world, cioè un’ambientazione di fantasia che ha caratteristiche tutte sue e che prende solo qualche spunto dal mondo reale.
Facciamo degli esempi su come armonizzare le ambientazioni con il plot e il difetto fatale del protagonista.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Ritrovare la figlia scomparsa dopo un incendio in uno chalet.
Difetto fatale della protagonista: broker arrivista e insensibile.
Ambientazione: Milano e Vion, una località di villeggiatura misteriosa e innevata.
Milano: la città ideale per una broker senza scrupoli alla ricerca di denaro e status sociale, fino a che la figlia non scompare a seguito di un incendio durante una villeggiatura.
La disconnessione violenta dal suo recettore emotivo risveglia l’istinto di madre che pensava di non possedere. La neve e il freddo di Vion rappresentano figurativamente il gelo che la protagonista dovrà esplorare dentro di sé per riuscire a ritrovare sua figlia e imparare ad amarla e accettarla.
Lo senti come i tre elementi che ti abbiamo presentato rappresentino un tutt’uno?
Si tratta dell’estrema sintesi del romanzo “L’educazione delle farfalle” di Donato Carrisi.
La disconnessione violenta dal suo recettore emotivo risveglia l’istinto di madre che pensava di non possedere. La neve e il freddo di Vion rappresentano figurativamente il gelo che la protagonista dovrà esplorare dentro di sé per riuscire a ritrovare sua figlia e imparare ad amarla e accettarla.
Lo senti come i tre elementi che ti abbiamo presentato rappresentino un tutt’uno?
Si tratta dell’estrema sintesi del romanzo “L’educazione delle farfalle” di Donato Carrisi.
Obiettivo esterno contenuto nel plot:
Il giovane protagonista vuole diventare un grande attore.
Difetto fatale del protagonista: è insicuro.
Ambientazione: un collegio molto rigido e conservatore.
Anche in questo caso, l’ambientazione va a creare un “tutto” con gli altri elementi, li completa.
Il nostro protagonista è insicuro e questo difetto fatale non solo va a scontrarsi con il suo sogno di diventare un attore, ma anche contro le regole di un ambiente che soffoca la sua creatività, che non lascia spazio all’espressione artistica che sente dentro.
Anche in questo caso l’esempio dovrebbe ricordarti qualcosa: il film “L’attimo fuggente”.
Il nostro protagonista è insicuro e questo difetto fatale non solo va a scontrarsi con il suo sogno di diventare un attore, ma anche contro le regole di un ambiente che soffoca la sua creatività, che non lascia spazio all’espressione artistica che sente dentro.
Anche in questo caso l’esempio dovrebbe ricordarti qualcosa: il film “L’attimo fuggente”.
Un consiglio riguardo ai dettagli delle ambientazioni:
non utilizzare le prime cose che ti vengono in mente. Usa la creatività!
Ad esempio, se la tua storia (o una scena) si svolge in uno chalet, evita di descrivere il primo che ti viene in mente. Conferiscigli delle caratteristiche originali, che siano tutte tue (purché credibili).
Ricorda, inoltre, che le ambientazioni devono essere armonizzate con la trama.
Ad esempio, una scena cupa funziona meglio in un ambiente notturno o piovoso.
Non sai dove ambientare la tua rom-com? Per partire, puoi scegliere la stagione estiva e località marine, oppure una città tempestata dalle luminarie di Natale.
Vuoi dare il senso di claustrofobia? Piazza i tuoi personaggi in ambienti piccoli, chiusi e con luce perennemente scarsa.
In ogni caso, dai sempre spazio alla creatività!
Ricorda, inoltre, che le ambientazioni devono essere armonizzate con la trama.
Ad esempio, una scena cupa funziona meglio in un ambiente notturno o piovoso.
Non sai dove ambientare la tua rom-com? Per partire, puoi scegliere la stagione estiva e località marine, oppure una città tempestata dalle luminarie di Natale.
Vuoi dare il senso di claustrofobia? Piazza i tuoi personaggi in ambienti piccoli, chiusi e con luce perennemente scarsa.
In ogni caso, dai sempre spazio alla creatività!
Ora prova tu.
Esercizio 1
Assistere alla nascita e alla strutturazione finale della propria opera è sempre una grande emozione.
Non lasciarti sfuggire alcun concetto all’interno di questa lezione, fai in modo che gli elementi della tua opera siano collegati e accordati.
In calce alla pagina puoi trovare un esercizio scaricabile che ti porterà, con un po’ di impegno e creatività, all’armonizzazione di questi primi tre pilastri della tua storia.
Ti suggeriamo di procedere solo quando avrai ottenuto un risultato che ti soddisfa: partiremo dagli elementi che produrrai ora per procedere nell’architettura.
Non lasciarti sfuggire alcun concetto all’interno di questa lezione, fai in modo che gli elementi della tua opera siano collegati e accordati.
In calce alla pagina puoi trovare un esercizio scaricabile che ti porterà, con un po’ di impegno e creatività, all’armonizzazione di questi primi tre pilastri della tua storia.
Ti suggeriamo di procedere solo quando avrai ottenuto un risultato che ti soddisfa: partiremo dagli elementi che produrrai ora per procedere nell’architettura.
La qualità che otterrai sarà già da ora palpabile e la noteremo anche noi quando ci spedirai il risultato del tuo lavoro per procedere insieme con la stesura del romanzo.
Puoi già da ora assicurarti una buona finalizzazione di questi primi e fondamentali esercizi: basta cliccare su “prenota una consulenza” qui sotto.
Uno degli editor della Via del Romanzo ti risponderà il prima possibile e organizzerete una videocall personalizzata dedicata alla tua storia.
Intanto ti auguriamo un buon lavoro sul tuo primo esercizio, ci vediamo alla prossima lezione!
Vai alla lezione successiva ->

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