6 – Colpi di martello (secondo atto, seconda parte)
Il momento oscuro o di grazia, la caduta, l’esperienza di morte (secondo turning point).
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6– Colpi di martello (secondo atto, seconda parte)
Il secondo atto, seconda parte: il momento oscuro o di grazia, la caduta, l’esperienza di morte (secondo turning point)
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Ti diamo il benvenuto alla lezione del Forgiastorie dedicata alla seconda parte del secondo atto!
Nelle due precedenti, hai architettato la prima metà dell’arco di trasformazione del protagonista, quella in salita.
Con il midpoint, hai raggiunto il punto più alto, nonché il 50% della lunghezza della storia.
Ti ricordiamo che è sempre una cifra indicativa, ma più ti avvicinerai a essa e più il tuo romanzo risulterà equilibrato.
Ora che il tuo protagonista, grazie al midpoint, ha avuto un momento di illuminazione, inizia la fase di discesa. Cosa accade ?
Vediamolo insieme e mettiamolo subito in pratica sulla tua storia! Cominciamo!
Nelle due precedenti, hai architettato la prima metà dell’arco di trasformazione del protagonista, quella in salita.
Con il midpoint, hai raggiunto il punto più alto, nonché il 50% della lunghezza della storia.
Ti ricordiamo che è sempre una cifra indicativa, ma più ti avvicinerai a essa e più il tuo romanzo risulterà equilibrato.
Ora che il tuo protagonista, grazie al midpoint, ha avuto un momento di illuminazione, inizia la fase di discesa. Cosa accade ?
Vediamolo insieme e mettiamolo subito in pratica sulla tua storia! Cominciamo!
Le fasi che compongono la seconda metà del secondo atto:
Il momento oscuro o di grazia
La caduta
L’esperienza di morte: il secondo turning point
Il momento oscuro o di grazia

Da ricordare – Il momento oscuro/di grazia
Il cambiamento prosegue inesorabile per il tuo protagonista e l’ultimo grande “faccia a faccia” con il nemico diretto (il punto centrale) è uno spartiacque importante. Il momento successivo può essere considerato di “pausa” e può dare origine a:
- Momenti lucenti (l’eroe ha vinto la sfida centrale)
- Momenti oscuri (l’eroe ha perso la sfida centrale)
Non è un momento indispensabile, ma molto apprezzato, soprattutto in alcuni generi e in determinati tipi di storie.
Cerchiamo di non cadere in facili semplificazioni: questa fase ha un ruolo ben preciso all’interno di una storia. Vediamo quale.
Arriviamo da un periodo di grande fermento per l’eroe: a partire dal momento determinante e dalla chiamata all’avventura, siamo passati per un primo turning point, che ha ulteriormente drammatizzato la posta in gioco e obbligato l’eroe a partire per il mondo sconosciuto (sia esso letterale o inteso come un grande cambiamento).
Attaccato al suo vecchio modo di essere (difetto fatale compreso), il protagonista ha affrontato una serie di sfide sempre più dure, riportando sconfitte o illusorie vittorie.
La sfida centrale l’ha ulteriormente provato e questa sorta di “pausa” è un momento di forte ricerca interiore e di scelte difficili.
Attaccato al suo vecchio modo di essere (difetto fatale compreso), il protagonista ha affrontato una serie di sfide sempre più dure, riportando sconfitte o illusorie vittorie.
La sfida centrale l’ha ulteriormente provato e questa sorta di “pausa” è un momento di forte ricerca interiore e di scelte difficili.
Ti possiamo fin da ora anticipare che quello che seguirà sarà ancora più provante per il protagonista: la parte difficile per lui deve ancora arrivare.
Il momento di grazia rappresenta una pausa da tutto questo trambusto emotivo: è una fase di “stop” prima della seconda parte del tuo romanzo.
Viene apprezzato molto dai lettori perché concede respiro all’opera e può essere gestito in decine di modi, bisogna solo scegliere quello che fa per la tua storia.
Per esempio, potrebbe essere un momento di raccoglimento interiore: il tuo personaggio raccoglie le forze per poter far fronte alle sfide che lo aspettano a breve.
Oppure un momento di “festa” prima della tempesta: potrebbe darsi, per esempio, che un tuo personaggio principale raggiunga un grande obiettivo (un matrimonio, una celebrazione, un riconoscimento dal mondo esterno).
Il momento di grazia rappresenta una pausa da tutto questo trambusto emotivo: è una fase di “stop” prima della seconda parte del tuo romanzo.
Viene apprezzato molto dai lettori perché concede respiro all’opera e può essere gestito in decine di modi, bisogna solo scegliere quello che fa per la tua storia.
Per esempio, potrebbe essere un momento di raccoglimento interiore: il tuo personaggio raccoglie le forze per poter far fronte alle sfide che lo aspettano a breve.
Oppure un momento di “festa” prima della tempesta: potrebbe darsi, per esempio, che un tuo personaggio principale raggiunga un grande obiettivo (un matrimonio, una celebrazione, un riconoscimento dal mondo esterno).
Dara Marks, nel suo “Arco di trasformazione del personaggio”, scrive:
“[…] spesso, nel periodo di grazia, abbiamo il sentore di come potrebbe essere la vita del protagonista nel caso in cui raggiunga l’obiettivo”.
Ma ci sono anche altre funzioni drammaturgiche di questa fase.
Tutto sembra essersi acquietato (persino il lettore, a questo punto, si rilassa), ma questo senso di sicurezza potrebbe trarre in inganno l’eroe: una distrazione che potrebbe costargli molto cara.
In molti casi, infatti, è proprio il momento di grazia che fa cadere il protagonista nella successiva fase del viaggio sull’arco: la caduta.
“[…] spesso, nel periodo di grazia, abbiamo il sentore di come potrebbe essere la vita del protagonista nel caso in cui raggiunga l’obiettivo”.
Ma ci sono anche altre funzioni drammaturgiche di questa fase.
Tutto sembra essersi acquietato (persino il lettore, a questo punto, si rilassa), ma questo senso di sicurezza potrebbe trarre in inganno l’eroe: una distrazione che potrebbe costargli molto cara.
In molti casi, infatti, è proprio il momento di grazia che fa cadere il protagonista nella successiva fase del viaggio sull’arco: la caduta.
Non esiste (come per quasi tutto il mondo del Forgiastorie) una sola regola per costruire un buon midpoint (con ciò che lo segue). Ci sono alcune norme che si considerano in generale efficaci, ma che potrebbero non valere per il tuo lavoro. L’importante è che tutto sia accordato e armonico con il resto della storia e credibile.
Un momento di grazia non può essere assoluto: l’eroe, per vincere la battaglia, ha subito duri colpi psicologici e fisici e si sta leccando le ferite (o forse sta dicendo addio a un alleato prezioso).
Tuttavia, nonostante questo, il pensiero della vittoria gli infonde una speranza o una sensazione di imbattibilità, a seconda del suo carattere.
Un momento oscuro, per una legge equivalente, può rappresentare ugualmente il punto dal quale l’eroe cambia: le sue convinzioni sono state distrutte, le sue precedenti conquiste che lo illudevano di una facile risoluzione sono state spazzate via. Il cambiamento si rende necessario.
Un momento di grazia non può essere assoluto: l’eroe, per vincere la battaglia, ha subito duri colpi psicologici e fisici e si sta leccando le ferite (o forse sta dicendo addio a un alleato prezioso).
Tuttavia, nonostante questo, il pensiero della vittoria gli infonde una speranza o una sensazione di imbattibilità, a seconda del suo carattere.
Un momento oscuro, per una legge equivalente, può rappresentare ugualmente il punto dal quale l’eroe cambia: le sue convinzioni sono state distrutte, le sue precedenti conquiste che lo illudevano di una facile risoluzione sono state spazzate via. Il cambiamento si rende necessario.
Ora prova tu.
Esercizio 6.1
Architetta il momento oscuro/di grazia. Il tuo romanzo lo prevede?
Se sì, sfrutta questo momento per soddisfare le esigenze del tuo romanzo: è un momento di analisi interiore per il protagonista, un momento di festa e spensieratezza oppure l’illusione di una pace che verrà improvvisamente spezzata?
Ci sono molti altri modi per gestire un momento di grazia. Interroga la tua storia e cerca di capire quale può fare per te.
Ricorda: per qualsiasi dubbio o aiuto, ti basterà richiedere una consulenza attraverso il link apposito.
Se sì, sfrutta questo momento per soddisfare le esigenze del tuo romanzo: è un momento di analisi interiore per il protagonista, un momento di festa e spensieratezza oppure l’illusione di una pace che verrà improvvisamente spezzata?
Ci sono molti altri modi per gestire un momento di grazia. Interroga la tua storia e cerca di capire quale può fare per te.
Ricorda: per qualsiasi dubbio o aiuto, ti basterà richiedere una consulenza attraverso il link apposito.
La caduta

Da ricordare – La caduta
Durante la fase di caduta, tutto sembra andare a rotoli: il nuovo “sé” del personaggio sta mettendo radici, ma non è ancora maturato abbastanza per risolvere il conflitto principale del plot. Le soluzioni sono quindi ancora in larga parte dettate dal suo vecchio modo di essere.
La caduta prosegue, inesorabile, fino a che non accade ciò che di peggiore potrebbe succedergli nell’ottica del raggiungimento della posta in gioco.
La caduta prosegue, inesorabile, fino a che non accade ciò che di peggiore potrebbe succedergli nell’ottica del raggiungimento della posta in gioco.
Si tratta di una fase importante: la drammaticità della posta in gioco diventa sempre più forte, la sua conquista lontana e il personaggio rischia la sconfitta in qualsiasi momento.
È uno dei momenti più empatici che il protagonista avrà con il lettore, che seguirà le vicende con il fiato sospeso.
È uno dei momenti più empatici che il protagonista avrà con il lettore, che seguirà le vicende con il fiato sospeso.
Subito dopo il momento oscuro o di grazia, successivo alla sfida centrale del midpoint, arrivano una serie di sfide o di accadimenti che metteranno a dura prova il tuo protagonista.
Al contrario di prima, però, l’eroe ha avuto un momento di illuminazione: se le sfide della prima parte del primo atto sono servite per fargli intuire questo cambiamento, le sfide del secondo atto saranno utili per farglielo in qualche modo “sperimentare”.
Quindi, accadono al personaggio nuove sfide improvvise, gravi, pericolose; il suo difetto fatale non è stato superato. Per istinto si muove ancora con il suo “vecchio io”, e quando il “nuovo io” viene a galla le sue azioni possono apparire insicure, goffe.
Al contrario di prima, però, l’eroe ha avuto un momento di illuminazione: se le sfide della prima parte del primo atto sono servite per fargli intuire questo cambiamento, le sfide del secondo atto saranno utili per farglielo in qualche modo “sperimentare”.
Quindi, accadono al personaggio nuove sfide improvvise, gravi, pericolose; il suo difetto fatale non è stato superato. Per istinto si muove ancora con il suo “vecchio io”, e quando il “nuovo io” viene a galla le sue azioni possono apparire insicure, goffe.
Proprio quando sta per iniziare la causa per l’affido del figlio, Kramer perde il lavoro.
Bruce Wayne/Batman, tronfio per le sue vittorie precedenti, ha uno scontro con lo Spaventapasseri che perde e che gli costa caro. I suoi alleati, Alfred e Lucius Fox, lo soccorrono.
C’è una minaccia molto più grave che qualche mafioso e criminale di strada: un pericolo che può cancellare l’intera Gotham City e i suoi abitanti.
Peeta, nel primo libro degli “Hunger Games”, è ferito e Katniss deve prendersi cura di lui, combattendo contro il suo difetto fatale.
Bruce Wayne/Batman, tronfio per le sue vittorie precedenti, ha uno scontro con lo Spaventapasseri che perde e che gli costa caro. I suoi alleati, Alfred e Lucius Fox, lo soccorrono.
C’è una minaccia molto più grave che qualche mafioso e criminale di strada: un pericolo che può cancellare l’intera Gotham City e i suoi abitanti.
Peeta, nel primo libro degli “Hunger Games”, è ferito e Katniss deve prendersi cura di lui, combattendo contro il suo difetto fatale.
Alice nel Paese delle Meraviglie, dopo il suo midpoint oscuro, incontra la regina di cuori: la sua unica speranza di ritorno a casa dal mondo assurdo della sua immaginazione, che è diventato una galera.
Questa però non sembra abbia la minima intenzione di aiutarla, e considera la protagonista una bambolina al suo servizio; inoltre è despota e incline all’uso della violenza (taglia le teste).
Figurativamente, Alice rischia di morire, vittima della sua stessa fantasia.
Winston Smith in “1984” di George Orwell viene catturato e torturato dal sistema.
La Pequod viene distrutta da Moby Dick.
Questa però non sembra abbia la minima intenzione di aiutarla, e considera la protagonista una bambolina al suo servizio; inoltre è despota e incline all’uso della violenza (taglia le teste).
Figurativamente, Alice rischia di morire, vittima della sua stessa fantasia.
Winston Smith in “1984” di George Orwell viene catturato e torturato dal sistema.
La Pequod viene distrutta da Moby Dick.
Tutto è predisposto per mettere alla prova il nuovo modo di essere del protagonista, che va inevitabilmente a cozzare contro il suo modo di essere precedente.
Il momento di caduta quindi è uno o più avvenimenti che devono portare l’eroe ad affrontare la sua sfida più grande: il reale cambiamento, l’abbattimento del difetto fatale, la maturazione definitiva.
La caduta renderà la situazione grave e disperata: mai come in questo momento la posta in gioco è a rischio. Per vincere l’eroe deve passare per un secondo turning point: l’esperienza di morte.
Il momento di caduta quindi è uno o più avvenimenti che devono portare l’eroe ad affrontare la sua sfida più grande: il reale cambiamento, l’abbattimento del difetto fatale, la maturazione definitiva.
La caduta renderà la situazione grave e disperata: mai come in questo momento la posta in gioco è a rischio. Per vincere l’eroe deve passare per un secondo turning point: l’esperienza di morte.
Ora prova tu.
Esercizio 6.2
Cosa accadrà durante la fase di caduta nel tuo romanzo?
Drammatizza, usa tutta la tua creatività e procedi solo quando sarai soddisfatto del risultato.
Ricorda: nella prossima fase, accadrà l’avvenimento in assoluto peggiore per il tuo personaggio, l’esperienza di morte. In altre parole, la cosa che più lo avvicina alla perdita della posta in gioco (che non è per forza la morte fisica o un brutto incidente).
Ti ricordiamo la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor in caso di difficoltà.
Drammatizza, usa tutta la tua creatività e procedi solo quando sarai soddisfatto del risultato.
Ricorda: nella prossima fase, accadrà l’avvenimento in assoluto peggiore per il tuo personaggio, l’esperienza di morte. In altre parole, la cosa che più lo avvicina alla perdita della posta in gioco (che non è per forza la morte fisica o un brutto incidente).
Ti ricordiamo la possibilità di prenotare una consulenza con uno dei nostri editor in caso di difficoltà.
Il secondo turning point – l’esperienza di morte

Da ricordare – L’esperienza di morte
Si cambia e si continua a vivere se si è disposti a morire.
Ovviamente non si parla di morte “fisica” (perlomeno non sempre), ma della morte, definitiva e inevitabile, del vecchio modo di essere del protagonista. Questo accade attraverso l’esperienza peggiore che possa accadergli per quanto riguarda l’ottenimento della posta in gioco, che ora sembra più lontana che mai.
Nel secondo turning point, che è l’atto di una nuova rinascita, passa la sconfitta del difetto fatale e l’arrivo del nuovo io del protagonista, che risolverà il plot.
Ovviamente non si parla di morte “fisica” (perlomeno non sempre), ma della morte, definitiva e inevitabile, del vecchio modo di essere del protagonista. Questo accade attraverso l’esperienza peggiore che possa accadergli per quanto riguarda l’ottenimento della posta in gioco, che ora sembra più lontana che mai.
Nel secondo turning point, che è l’atto di una nuova rinascita, passa la sconfitta del difetto fatale e l’arrivo del nuovo io del protagonista, che risolverà il plot.
Il secondo atto si chiude con questo momento di morte e rinascita: facciamo qualche esempio.
Quando un essere umano cambia, qualcosa dentro di lui prima muore. Non siamo contenitori infinitamente capienti: qualcosa lascia spazio ad altro.
È così anche nella natura. Gli alberi, per dare nuovi frutti, devono passare per le gelate invernali: i suoi rami sembrano secchi, gelati e senza vita. In realtà, qualcosa di nuovo dentro la terra, sotto ghiaccio e neve, sta crescendo e germogliando.
Il cambiamento, in narratologia, molto spesso passa per la distruzione di noi stessi.
Quando si pensa a quale esperienza di morte possa essere centrata per il tuo protagonista, Dara Marks ne “L’arco di trasformazione del personaggio” ci dà un’importante traccia: è semplicemente ciò che di peggio può accadere al protagonista nella sua lotta per l’ottenimento della posta in gioco.
È così anche nella natura. Gli alberi, per dare nuovi frutti, devono passare per le gelate invernali: i suoi rami sembrano secchi, gelati e senza vita. In realtà, qualcosa di nuovo dentro la terra, sotto ghiaccio e neve, sta crescendo e germogliando.
Il cambiamento, in narratologia, molto spesso passa per la distruzione di noi stessi.
Quando si pensa a quale esperienza di morte possa essere centrata per il tuo protagonista, Dara Marks ne “L’arco di trasformazione del personaggio” ci dà un’importante traccia: è semplicemente ciò che di peggio può accadere al protagonista nella sua lotta per l’ottenimento della posta in gioco.
Bruce Wayne/Batman in “Batman Begins”, tronfio per le vittorie riportate nella prima parte del film, durante una cena riceve la visita del suo antimentore, ora divenuto l’antagonista: Ducard è Ras Al Ghul.
Lo scontro con lui è una sconfitta bruciante, la sua casa viene data alle fiamme, e lui è lasciato senza sensi sotto una trave infuocata. Solo l’intervento del suo alleato Alfred lo salva.
Nota: la casa brucia. La casa dei suoi genitori, la casa dove è cresciuto. Il suo passato è stato dato alle fiamme e ciò che gli resta è solo un mucchio di cenere.
Lo scontro con lui è una sconfitta bruciante, la sua casa viene data alle fiamme, e lui è lasciato senza sensi sotto una trave infuocata. Solo l’intervento del suo alleato Alfred lo salva.
Nota: la casa brucia. La casa dei suoi genitori, la casa dove è cresciuto. Il suo passato è stato dato alle fiamme e ciò che gli resta è solo un mucchio di cenere.
L’agente Smith spara a Neo. L’eletto si accascia a terra morto.
Kramer perde la causa di affido del figlio.
In un film poliziesco, la malavita mette a colpo un segno che distruggerà il protagonista: per esempio, nel film “Gli intoccabili”, Malone, il mentore di Ness, viene ucciso brutalmente. Ness si sente solo, Al Capone appare invincibile.
Kramer perde la causa di affido del figlio.
In un film poliziesco, la malavita mette a colpo un segno che distruggerà il protagonista: per esempio, nel film “Gli intoccabili”, Malone, il mentore di Ness, viene ucciso brutalmente. Ness si sente solo, Al Capone appare invincibile.
Il protagonista perde tutto.
Questa perdita non è solo “esterna” (qualche caro o un alleato, per esempio, o una cosa importante) ma anche e soprattutto “interna”.
È proprio da questa perdita sconvolgente (ripetiamo: la cosa peggiore che può capitargli, che cambia a seconda del tipo di romanzo che vuoi scrivere), da questo “lutto interiore”, che il personaggio riceve la spinta definitiva per trasformare il suo “momento di illuminazione” a vera e propria “trasformazione”.
Il tuo protagonista proverà dolore, sofferenza, perdita, sperimenterà cosa è davvero un profondo e totale fallimento. Potrà esserne annientato, proseguendo dal midpoint lungo un arco tragico, oppure potrebbe risollevarsi, dando vita a un arco eroico.
Questa perdita non è solo “esterna” (qualche caro o un alleato, per esempio, o una cosa importante) ma anche e soprattutto “interna”.
È proprio da questa perdita sconvolgente (ripetiamo: la cosa peggiore che può capitargli, che cambia a seconda del tipo di romanzo che vuoi scrivere), da questo “lutto interiore”, che il personaggio riceve la spinta definitiva per trasformare il suo “momento di illuminazione” a vera e propria “trasformazione”.
Il tuo protagonista proverà dolore, sofferenza, perdita, sperimenterà cosa è davvero un profondo e totale fallimento. Potrà esserne annientato, proseguendo dal midpoint lungo un arco tragico, oppure potrebbe risollevarsi, dando vita a un arco eroico.
In ogni caso, questo movimento interno produce reazioni esterne: Neo non può morire, l’Oracolo ha detto a Trinity che lei amerà l’eletto, e Trinity lo ama.
È quindi l’amore a far risorgere Neo con la sua nuova identità conquistata. Ora riesce a vedere davvero cosa è Matrix.
Dall’interno verso l’esterno.
Ecco il migliore modo di “risolvere” drammaturgicamente un personaggio.
È quindi l’amore a far risorgere Neo con la sua nuova identità conquistata. Ora riesce a vedere davvero cosa è Matrix.
Dall’interno verso l’esterno.
Ecco il migliore modo di “risolvere” drammaturgicamente un personaggio.
Alfred ricorda a Bruce Wayne, preda di disperazione nel vedere la sua casa (e la sua identità) che brucia, le parole del padre assassinato da un criminale. Cadiamo per rimetterci in piedi.
Dalla distruzione nasce una nuova consapevolezza: ce la può fare, ma il suo sacrificio e dedizione dovranno essere totali e purificati da ogni tentazione di vendetta.
Ora Bruce Wayne è davvero Batman.
Di nuovo, dall’interno verso l’esterno: il cambiamento interiore del protagonista gli permette di risolvere il plot esterno.
Dalla distruzione nasce una nuova consapevolezza: ce la può fare, ma il suo sacrificio e dedizione dovranno essere totali e purificati da ogni tentazione di vendetta.
Ora Bruce Wayne è davvero Batman.
Di nuovo, dall’interno verso l’esterno: il cambiamento interiore del protagonista gli permette di risolvere il plot esterno.
Kramer ha perso tutto, ma sacrifica la sua interiorità a favore del figlio, senza arrivismi o egoismi. Ora è un padre che ha a cuore solo il benessere del bambino, anche se lui avrà un ruolo marginale.
Il suo difetto fatale è sconfitto, il suo ego è ora equilibrato e aperto al mondo, ai sentimenti degli altri, senza manie di controllo. È pronto per essere davvero padre, e il suo arco eroico gliene darà ragione.
La sconfitta del difetto fatale e il reale cambiamento attraverso il dolore e la sofferenza aprono la porta all’ultimo atto del tuo romanzo, che affronteremo nella prossima lezione.
Il suo difetto fatale è sconfitto, il suo ego è ora equilibrato e aperto al mondo, ai sentimenti degli altri, senza manie di controllo. È pronto per essere davvero padre, e il suo arco eroico gliene darà ragione.
La sconfitta del difetto fatale e il reale cambiamento attraverso il dolore e la sofferenza aprono la porta all’ultimo atto del tuo romanzo, che affronteremo nella prossima lezione.
Ora prova tu.
Esercizio 6.3
Architetta il secondo turning point: l’esperienza di morte. Quale avvenimento è il peggiore possibile per il tuo protagonista?
Drammatizza, usa tutta la tua creatività e procedi solo quando sarai soddisfatto del risultato.
La caduta e l’esperienza di morte spezzeranno in maniera definitiva l’identità del personaggio. Non si torna indietro.
Immaginiamo che tu ti stia chiedendo se nella strutturazione di questo fondamentale passaggio gli avvenimenti che portano a questo risultato siano strutturati in maniera chiara e vivida.
La consulenza può risolvere questo e altri dubbi.
Drammatizza, usa tutta la tua creatività e procedi solo quando sarai soddisfatto del risultato.
La caduta e l’esperienza di morte spezzeranno in maniera definitiva l’identità del personaggio. Non si torna indietro.
Immaginiamo che tu ti stia chiedendo se nella strutturazione di questo fondamentale passaggio gli avvenimenti che portano a questo risultato siano strutturati in maniera chiara e vivida.
La consulenza può risolvere questo e altri dubbi.
Dai la possibilità alla tua storia di arrivare nelle mani dei nostri editor pronta per essere scritta: seleziona ora “Prenota una consulenza” e completa il form.
Riceverai una risposta il prima possibile e, con l’aiuto di uno dei nostri editor, farai in modo che questo momento fondamentale per il tuo eroe o eroina abbia il maggior impatto possibile sia per la sua identità sia per il lettore.
Ci vediamo nella prossima lezione: il terzo atto porterà a conclusione l’architettura del tuo romanzo e il viaggio di trasformazione del protagonista!
Riceverai una risposta il prima possibile e, con l’aiuto di uno dei nostri editor, farai in modo che questo momento fondamentale per il tuo eroe o eroina abbia il maggior impatto possibile sia per la sua identità sia per il lettore.
Ci vediamo nella prossima lezione: il terzo atto porterà a conclusione l’architettura del tuo romanzo e il viaggio di trasformazione del protagonista!
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